L’omaggio di Dorgali alla Beata Maria Gabriella
Tutto pronto per le celebrazioni della suora di clausura morta nel 1939 Amatissima nel paese d’origine, donò la propria esistenza all’unità dei cristiani
DORGALI. È cominciato il conto alla rovescia per i festeggiamenti in onore della Beata Maria Gabriella Sagheddu per il suo centenario dalla nascita. La diocesi di Nuoro, le due parrocchie, di Santa Caterina d’Alessandria a Dorgali e di Nostra Signora di Bonaria a Cala Gonone e, in particolar modo, il monastero delle Benedettine di Dorgali, si stanno preparando per il grande evento religioso. Una festa che si svilupperà nell’arco dell’anno e sarà scandita da tre tappe fondamentali: la nascita, la beatificazione e la morte. Sarà il mese di marzo il clou delle celebrazioni.
Maria Gabriella Sagheddu figlia di Marco Antonio e di Caterina Cucca era nata il 17 marzo del 1914. Ancora fanciulla, partì dalla Sardegna per entrare nel monastero delle Trappiste di Grottaferrata nel Lazio. Dopo poco più di due anni e mezzo di permanenza nel monastero benedettino, iniziò il calvario di sofferenza che piano piano spense la vita della suora. «Offrì con semplicità la sua vita per l’unità della chiesa e per i fratelli separati. Il Signore ne gradì l’olocausto che si consumò il 23 aprile del 1939, nella domenica del Buon Pastore».
Il 23 aprile 1958 , iniziò il processo informativo diocesano per la causa di beatificazione della suora di clausura. Il 25 gennaio 1983 una grande gioia fece felice il cuore dei credenti di Nuoro e della Sardegna al sentire la voce di Papa Giovanni Paolo II che nella Basilica di San Paolo a Roma proclamava “beata” la giovane monaca dorgalese Maria Gabriella Sagheddu, elevandola alla nuova missione di “Patrona dell’Unità dei Cristiani”. Giorno memorabile per i dorgalesi che accorsero in massa all’evento. Con in testa l’allora sindaco di Dorgali, Nanni Fancello, le donne con sos cuccos (la singolare acconciatura delle donne di Dorgali) e tantissimi altri pellegrini della diocesi, invasero piazza San Pietro.
L’allora giunta del sindaco Caterina Loi fece erigere un monumento dedicato alla beata, che ancora oggi dà il benvenuto a chi entra Dorgali. Intanto qualcosa si muoveva anche per quanto riguarda il santuario di cui si parla da oltre trent’anni. Il complesso che verrà edificato grazie alla generosità della comunità di Dorgali nascerà nella collina di Frandina in un’area di oltre 4 ettari dove ci sarà spazio anche per il monastero delle monache benedicine “Mater Unitatis” di Dorgali. Le suore costruiranno il loro convento che sarà totalmente indipendente dal resto della struttura. Il comune dovrà tra non molto, pensare alle infrastrutture primarie. Nell’idea di massima non è previsto solo un santuario e il convento, nell’area di Frandina dovrebbe nascere anche un centro studi ed è prevista persino l’ospitalità per i pellegrini e un grande auditorium che verrà in seguito utilizzato per convegni ed incontri.
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