Ne smaltirono 140 tonnellate ma per l’Inail non fu mai usata
OTTANA. La doccia fredda arrivò nel 2003, quando gli ispettori della Contarp (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) emisero per conto dell’Inail la sentenza tombale che impedì ai...
OTTANA. La doccia fredda arrivò nel 2003, quando gli ispettori della Contarp (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) emisero per conto dell’Inail la sentenza tombale che impedì ai lavoratori dell’ex Enichem e del’ex Montefibre di accedere ai benefici della legge 257 del 1992 sull’esposizione all’amianto: a Ottana, dissero, la fibra killer non c’è mai stata.
Peccato che qui come in ogni altro stabilimento chimico italiano se ne facesse invece un uso massiccio: dalle tute per proteggersi dal calore ai rivestimenti di tubi e condotti, sino alle vernici di numerosi locali. E peccato che esistano anche documenti che certifichino come, reparto per reparto, le bonifiche di Ottana portarono allo smaltimento di 140 tonnellate di amianto. Il responsabile di allora delle bonifiche per l’amianto a Ottana ha rivelato che durante l’ispezione della Contarp venne messo da parte nonostante il lavoro svolto, e sostituito dall’azienda con un responsabile della sicurezza dello stabilimento trovato alla bisogna. (p.me.)
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