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Strade, appello alla Regione «Servono fondi per sistemarle»

Strade, appello alla Regione «Servono fondi per sistemarle»

SINISCOLA. Le strade del Nuorese sono ormai un pericolo quotidiano per chi le percorre e non bastano certo i limiti di velocità imposti dalla provincia per eliminarne i disagi. I cartelli che...

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SINISCOLA. Le strade del Nuorese sono ormai un pericolo quotidiano per chi le percorre e non bastano certo i limiti di velocità imposti dalla provincia per eliminarne i disagi. I cartelli che indicano i limiti di trenta chilometri orari sono ben visibili ma inutile dire che non vengono rispettati.

Segnalazioni sulle pessime condizioni delle arterie che la Regione sembra intenzionata a lasciare in gestione alla provincia di Nuoro arrivano un po’ da tutto il circondario.

Critiche le condizioni delle due strade che portano alla Caletta da Siniscola e Torpè e costellata di buche e voragini l’arteria che dalla periferia di Siniscola, porta alla zona industriale passando da Sas Piddas. Per non parlare delle condizioni in cui versa, la rotonda all’altezza del bivio per la Marfili che non è stata rimessa in sesto dopo che ben due auto gli sono finite addosso di recente. Il muretto in pietra che delimita l’incrocio è stato scalzato così come i catarinfragenti che eludendo qualsiasi norma del codice della strada, sono fissati con del filo di ferro a tondini in ferro.

Sul versante di Posada all’altezza dell’incrocio per San Giovanni è dovuto intervenire il comune per rifare il manto in bitume e consolidare il fondo stradale ma nelle ore notturne, senza la segnaletica orizzontale, non è ben visibile la carreggiata e si rischiano ogni giorno pericolose collisioni.

Con le casse vuote la provincia non può intervenire e se mancano i soldi per intervenire sulle buche e rimettere in sesto il fondo stradale occorre trovare altri finanziamenti.

L’appello è innanzitutto rivolto alla Regione affinché nel progetto di riforma delle Province, le doti delle risorse necessarie per garantirne il funzionamento delle strade in vista soprattutto della stagione estiva quando con l’arrivo dei vacanzieri migliaia di altre auto transiteranno in arterie che definire da terzo mondo è un eufemismo. (s.s.)

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