La Nuova Sardegna

Nuoro

Macomer rischia di perdere la piattaforma differenziata

di Tito Giuseppe Tola
Macomer rischia di perdere la piattaforma differenziata

Nuovo allarme del Comitato: «Il trattamento dei rifiuti sarà realizzato a Ottana» Secondo gli ambientalisti l’impianto avrebbe potuto sostituire l’incenerimento

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MACOMER. “Non bruciamoci il futuro” lancia l’allarme: la Regione dà via libera alla Società WD Green Sardinia per la realizzazione a Ottana di un «impianto di trattamento rifiuti non pericolosi urbani o assimilabili agli urbani provenienti dalla raccolta differenziata» che di fatto viene sottratto a Macomer. Dopo che per più di vent’anni Macomer si è fatta carico della discarica controllata di Monte Muradu, dove sono stati accumulati migliaia di metri cubi di rifiuti, e di un impianto di incenerimento sulla cui salubrità il Comitato ha sempre espresso forti dubbi, ora vede sfumare anche la piattaforma dei rifiuti differenziati, una forma di trattamento considerata “pulita” che secondo il comitato avrebbe potuto sostituire l’inceneritore. Sulla cui realizzazione “Non bruciamoci il futuro” manifesta dubbi e perplessità che riassume in un comunicato nel quale analizza la vicenda del revamping dell’impianto di Tossilo. In poche parole, si ferma l’impianto e si smantellano le due linee non per realizzare un nuovo inceneritore, ma perché la società mista che lo gestisce ha problemi economici che non si possono risolvere aumentando le tariffe. «Il fermo dell’impianto _ scrive “Non Bruciamoci il futuro” – non è in relazione alla realizzazione del nuovo forno, quanto piuttosto, a nostro avviso, alla situazione di tracollo finanziario della Tossilo evidenziata dal sindaco e al paventato aumento della tariffa». L’inizio dei lavori di realizzazione del nuovo inceneritore che dovrebbe seguire allo smantellamento delle due linee di incenerimento per il Comitato sarebbe dunque «una bufala smentita dagli stessi documenti del progetto di revamping». Questa soluzione, infatti, sarebbe in contraddizione al chiarimenti forniti dal Consorzio industriale, ente proprietario dell’impianto e azionista al 99% della Tossilo Spa, in sede di valutazione di impatto ambientale dei quali il comunicato del Comitato riporta alcuni stralci. “Non bruciamoci il futuro” spiega infatti che nella risposta al Savi il Consorzio industriale aveva precisato che era prevista «la demolizione delle due linee esistenti, anche mediante stralci funzionali, entro 6 anni dall’avvio in esercizio della nuova linea», che «l’attività delle due linee esistenti verrà cessata prima dell’inizio delle prove in bianco della nuova linea di incenerimento» e che «le fasi di realizzazione della nuova linea di incenerimento non avranno interferenze significative con il regolare esercizio delle attuali due linee e ciò garantirà la continuità dei conferimenti e degli smaltimenti durante tutto il periodo di costruzione del nuovo sistema di termovalorizzazione». Da qui i dubbi che lo smantellamento delle due linee di cui si parla in questi giorni e che dovrebbe iniziare a febbraio, non sarà seguito dalla realizzazione del nuovo impianto. Sulla piattaforma di primo livello da realizzare a Ottana, invece, il comitato precisa di essere favorevole alla realizzazione di impianti che puntano al recupero e al riciclo di tutti i materiali legati ai rifiuti. «Ci sentiamo però in dovere di ricordare – scrive – che tale intervento era tra quelli proposti dal Comitato NBF sin dal 2011 per la realizzazione di un centro di riciclo integrale a Tossilo, in alternativa al nuovo impianto di incenerimento. La politica locale tace, così come tacciono i sindacati, più preoccupati di assecondare le scelte disastrose perseguite in questi ultimi anni, facendo così sfumare colpevolmente una delle alternative al polo di incenerimento di Tossilo in grado di compensare l’eventuale perdita di posti di lavoro».

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