Ok della Regione al riciclaggio della plastica
Parere sostanzialmente favorevole a una società compartecipata anche da Paolo Clivati
OTTANA. Via libera condizionato da parte della giunta regionale al progetto per il riciclaggio della plastica proposto nell’area industriale di Ottana da Wd Green Sardinia, una società compartecipata dal gruppo di Paolo Clivati, patron di Ottana Energia e Ottana Polimeri, e dalla West Dock, una società veneta a sua volta partecipata dal gruppo Montefibre (già presente a Ottana fino al 2003) e dalla Demont. Il nulla osta della Regione è però condizionato al recepimento, all’interno del progetto, di quattro clausole essenziali per ottenere l’autorizzazione definitiva: l’adeguamento al piano regionale dei rifiuti; la mancanza di usi civici nella zona in cui dovrà essere realizzato il progetto; la conformità della gestione delle acque meteoriche alle disposizioni di legge e, infine, la verifica della conformità dei livelli sonori dell’impianto ai limiti di legge. Il tutto in attuazione di quanto richiesto dallo Sva (Servizio regionale di valutazione ambientali) che ha ritenuto sufficiente la documentazione depositata proponendo così alla giunta regionale di “non sottoporre alla procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) l’intervento proposto”. Una formula che significa, in sostanza, il via libera al progetto. A condizione, ovviamente, che siano recepite le condizioni proposte da esaminare in sede di iter burocratico per le autorizzazioni definitive. Tempo necessario, 5 anni. Salvo eventuali proroghe.
Il progetto della Wd Green Sardinia prevede la realizzazione di una piattaforma per la selezione spinta del cosiddetto “plasmix”: materiale proveniente dalla trattamento della plastica eterogenea da cui estrarre tutte le componenti ancora commerciabili per il mercato del riciclo meccanico. La potenzialità dell’impianto è di 60mila tonnellate all’anno. Il progetto venne annunciato da Paolo Clivati agli inizi del luglio 2015, all’indomani di un incontro con la giunta regionale per definire il futuro di Ottana Polimeri. L’imprenditore lombardo aveva addirittura fatto sapere che il progetto poteva diventare realtà entro il 2015 con un investimento di 5 milioni di euro e un’occupazione a regime di una trentina di lavoratori. «L’iniziativa – disse allora il patron di Ottana Polimeri – è ancora all’esame del Savi per il via libera legato alla sostenibilità ambientale. Se il progetto otterrà tempestivamente l’autorizzazione potrebbe prendere corpo già prima della fine dell’anno».
Invece, i tempi si sono allungati e potrebbero allungarsi ancora qualora le clausole di rispetto chieste dalla Regione non dovessero trovare attuazione. Ad accelerare i tempi potrebbe essere la possibilità che il riciclo chimico della plastica possa essere inserito nel percorso di ripartenza di Ottana Polimeri, i cui impianti di produzione del Pet (plastica per bottiglie) sono fermi da due anni. La materia prima per ripartire, stavolta, potrebbe essere a bocca di fabbrica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google