La Nuova Sardegna

Nuoro

in crisi l’ufficio di esecuzione penale

Badu ’e Carros, nuovo allarme

NUORO. Allarme carcere in città. Dopo il trasferimento della direttrice Carla Ciavarella (che ha ottenuto per il momento la proroga dell’incarico) preoccupa la situazione dell’ufficio esecuzione...

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NUORO. Allarme carcere in città. Dopo il trasferimento della direttrice Carla Ciavarella (che ha ottenuto per il momento la proroga dell’incarico) preoccupa la situazione dell’ufficio esecuzione penale di Nuoro. A causa della carenza di personale (solo 3 assistenti sociali su 13 funzionari previsti in organico) l’ufficio, che si occupa dei detenuti che potrebbero godere delle misure alternative alla detenzione, è paralizzato. Con la conseguenza che il carcere è sempre più affollato, non potendo molti detenuti accedere, ad esempio, al lavoro esterno.

La denuncia è del segretario generale della Cisl Giorgio Mustaro che ha inviato una nota di protesta al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia. «Quest’anno l’ufficio, anche in seguito alle recenti normative di riforma sulle misure deflattive, ha visto aumentare le sue funzioni, mentre il personale è ormai ridotto all’osso». Gli assistenti sociali sono preoccupati perché temono che la situazione possa peggiorare e soprattutto perché non sono messi in grado di seguire tutti i casi che ogni giorno arrivano sulle loro scrivanie. «Il personale – scrive Mustaro – chiede risposte urgenti e l’assegnazione immediata di nuovo personale per evitare che lo stato delle cose si aggravi ulteriormente, con pregiudizio per le prestazioni che il servizio è chiamato a svolgere, non potendo più garantire nemmeno gli attuali livelli». Il sindacalista è poi preoccupato del trasferimento nella penisola della direttrice di Badu ’e Carros. «Un episodio che riporta alla mente vicende analoghe accadute agli inizi del 2000 quando, in meno di due anni, si alternarono a Badu e carros ben 17 direttori – ricorda Mustaro – . La mancanza di direttori in Sardegna è solo l'apice di un annosa carenza di personale civile negli istituti detentivi sardi, e nuoresi in particolare. Le voci di disagio che filtrano dalle mura dei nostri penitenziari evidenziano che, mancando le figure professionali specifiche, tutta l'organizzazione ne risente. Si accumulano ritardi nel disbrigo delle pratiche, si accentua la confusione fra le mansioni e le responsabilità, e i servizi resi non sempre possono essere definiti efficaci ed efficienti». «Come Cisl – prosegue – abbiamo di recente interessato il ministero ma queste non sono le uniche falle del nostro sistema penitenziario, che Roma guarda con colpevole miopia». Conclude Mustaro: «Il percorso di recupero, alla base dei principi costituzionali di reinserimento sociale, nella nostra provincia trova enormi ostacoli. La riforma che tende a misure carcerarie “deflattive” nel nostro sistema penitenziario locale è, di fatto, inapplicata. I pochissimi assistenti sociali in servizio all’ufficio delle esecuzioni penali si sentono personalmente disorientati e professionalmente messi a dura prova. Tutto ciò mentre numerosi assistenti sociali, in servizio nella penisola, hanno fatto domanda di assegnazione all’ufficio barbaricino, anche perché nuoresi di origine».

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