Attentato a Torpè, è ancora caccia all’uomo
I carabinieri cercano di fare luce sulla nuova intimidazione contro il padre del sindaco Cabras
Sono state attivate da subito a pieno ritmo le indagini dei carabinieri per cercare i responsabili delle intimidazioni ai danni di Pasqualino Cabras, pensionato di 76 anni, padre del sindaco di Torpè, vittima di due attentati a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. I militari del paese, guidati dal maresciallo Castellucci, stanno setacciando le strade vicine al rione in cui vive l’uomo per verificare se i malviventi, anche durante la fuga, abbiano buttato qualcosa che potrebbe rivelarsi utile alle indagini. Visioneranno le telecamere del paese per verificare passaggi sospetti nell’ora in cui è stato messo a segno l’attentato.
Era da poco passata la mezzanotte quando Pasqualino Cabras è stato svegliato da uno scoppio. Il forte calore sprigionato dalle fiamme ha mandato in frantumi la porta a vetri dell’ingresso della sua abitazione. L’uomo, resosi conto di quanto stava accadendo, ha immediatamente dato l'allarme. Sul posto è arrivato il figlio Omar, da quasi un anno primo cittadino di Torpè che nel frattempo aveva chiamato i vigili del fuoco di Siniscola e i carabinieri della stazione del paese. Inspiegabile per tutti il movente del gesto. Certo è che per Pasqualino Cabras non si tratta del primo attentato. Il 19 gennaio, infatti, quasi alla stessa ora, davanti alla sua casa, era stato fatto esplodere un grosso petardo che aveva, anche allora, danneggiato il portoncino d’ingresso. «Non so proprio cosa pensare – ha detto il primo cittadino – tendo ad escludere ogni collegamento con la mia attività politica. Il clima in consiglio comunale è sereno».
Lo stesso pensionato non riesce a capire chi possa volergli così male. «Non ho avuto discussioni con nessuno e non so proprio cosa pensare – ha detto l'uomo a poche ore dall’accaduto – Mi viene difficile capire chi possa avercela con me». Anche gli inquirenti che non escludono alcuna pista, propendono a non collegare l’attentato all’attività amministrativa del sindaco, figlio della vittima. Stanno però cercando di capire se ci sia un filo che colleghi gli ultimi fatti criminosi che si sono verificati nel piccolo centro della Baronia. A metà gennaio, infatti, ignoti avevano collocato un ordigno rudimentale davanti all’ingresso della casa della madre di Antonello Cabras, medico a Milano, nipote di Pasqualino e cugino del sindaco. (k.s.)
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