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Nuoro

La Cisl: «Il parco va ripensato dal basso»

L’idea di una riserva naturale presentata in Regione con la Cgil ha riaperto il dibattito. Pittalis: una legge per le zone interne

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NUORO. Un convegno organizzato dal sindacato Cisl proietterà a breve la luce sul futuro economico della Barbagia. Dovrebbero portare il contributo il responsabile nazionale per l’ambiente del sindacato, i parlamentari e l’amministrazione regionale. L’idea di Michele Fele è rilanciare il parco nell’area del Gennargentu. Progetto che fa parte di una proposta dei tavoli tematici aperti dall’anno passato da Regione ed enti locali del Nuorese. Ma prima di qualsiasi equivoco il segretario cislino chiarisce: «Non ha niente a che vedere con l’area protetta di 20 anni fa, quella della 394, bocciata dalle popolazioni dopo la firma dell’intesa tra governo e giunta regionale».

Un passaggio che Fele utilizza anche per una risposta ad Alessio Pasella, coordinatore del comitato anti-parco, intervenuto nei giorni scorsi contro la riproposizione dell’istituzione ambientalistica: «Siamo stati contrari al parco della legge nazionale quanto dice di esserlo lui. La nostra proposta è per una riserva naturale, emanazione del territorio, con le comunità titolari della gestione». Tra il vecchio e il nuovo progetto in questi giorni fanno capolino le intenzioni di Pietro Pittalis, origini a Orune, presidente del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale: «Proporrò all’assemblea una legge con previsioni normative per le aree interne, a iniziare da quelle di montagna. Strumenti e aiuti finanziari per sostenere l’agricoltura e le attività connesse al settore, a iniziare da quelle turistiche. Non vincoli e divieti, ma nuove opportunità per una provincia oggi senza tutela, che perde energie e si spopola».

Non un parco, però, come invece vorrebbe il sindacato confederale nuorese, tanto da farne oggetto di una delle cartelle che da un anno viaggiano tra Cagliari e Nuoro. Sistemate in cinque tavoli tematici, dall’agroalimentare al manifatturiero, dalle infrastrutture alla scuola. Il governatore Pigliaru un mese fa ne ha garantito la copertura con una prima tranche da 50 milioni. Il segretario provinciale della Cgil, Salvatore Pinna: «Non vogliamo tornare a modelli e proposte ormai antistorici come quella del vecchio parco nazionale. Non possiamo però neanche diventare la terra del “no” a prescindere, che boccia ogni idea di progresso. Davanti a una condizione di sofferenza sociale, con la disoccupazione in perenne aumento, come sindacati abbiamo definito questa proposta. Il nostro intento – spiega ancora il sindacalista – è confrontarla con gli altri attori del territorio e arrivare a definire delle azioni di sviluppo. Altrimenti verremmo meno ai nostri obblighi istituzionali».

Il collega Fele bacchetta ancora il presidente del Comitato Pro territorio, Pasella: «Fraintendimento sul nostro progetto a parte, non è che debba insegnarci cosa dobbiamo fare a Nuoro il rappresentante di un territorio, il nord Sardegna, che si ritrova accanto due parchi nazionali, creati sulla base della legge 394? Aveva tempo e modo di esprimere i suoi “no” a casa propria». Il segretario della Cisl crede all’idea di fondo, sfrondata degli elementi dirigistici del governo che hanno sconsigliato le popolazioni nel 1998 di accettare l’intesa col governo Prodi, compresi alcuni comuni intenzionati ad aderire alla riserva del Gennargentu. E spiega ancora: «Si tratta di creare un contenitore dentro il quale si sviluppi un’economia fatta con i valori e le emergenze ambientali, monumentali, le stesse professionalità tipiche. Ricchezze che solo un parco può valorizzare e garantire nella loro identità».

Il convegno della Cisl metterà tutto ciò al centro del dibattito. Le risposte saranno chieste prima di tutto a Pigliaru, già nella lista degli invitati. Il consigliere regionale di opposizione Pittalis non mostra tuttavia molta fiducia: «L’occasione buona per mettere i comuni nella condizione di governare il territorio era la riforma degli enti locali, ma si è tradotta in un ulteriore accentramento sui poli forti».

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