Non fu Andrea Gallu a rapinare il market di Tanaunella
Giovane nuorese assolto dai giudici con formula ampia Nessuno dei testimoni oculari lo ha riconosciuto
NUORO. Assolto con formula ampia per non aver commesso il fatto. Si è chiuso ieri il processo a carico di Andrea Gallu, un giovane nuorese accusato di rapina aggravata a un market di Tanaunella (frazione di Budoni) avvenuta nel luglio del 2002. Ieri gli ultimi due testi, dipendenti dell’attività commerciale che la sera venne presa di mira da due rapinatori armati e mascherati. «Ero all’ingresso del negozio e stavo aspettando la chiusura – ha sostenuto un dipendente del market Ventroni – quando all’improvviso un individuo col volto travisato mi ha puntato la pistola in faccia e mi ha imposto di sdraiarmi per terra. Da subito gli inquirenti mi chiesero se ero capace di riconoscere il rapinatore e a distanza di cinque anni mi chiamarono per cercare di ricostruire l’identikit dei malviventi». Quindi la discussione: il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli dopo aver ripercorso le fasi del processo ed esser giunto alla conclusione che l’accertamento di responsabilità dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio era stato impossibile, rivolgendosi al collegio giudicante (presidente Cannas, Bellei e Perlo a latere) ha chiesto l’assoluzione di Andrea Gallu per non aver commesso il fatto.
È stata poi la volta della difesa, rappresentata dall’avvocato Giovanna Serra, che sottolineando la totale innocenza del suo assistito (non era mai stato in quel negozio) ha evidenziato come sia stato impossibile, anche nel corso del dibattimento, identificarlo come il responsabile della rapina. Così associandosi alla pubblica accusa ha chiesto per il suo assistito l’assoluzione con la formula piena.
Erano le 21 del 27 luglio del 2002 quando due banditi armati di pistola, e con il volto coperto erano entrati nel market della frazione di Tanaunella e dopo aver minacciato uno dei titolari, costringendolo a consegnare il denaro contenuto nel registratore di cassa, erano scappati facendo perdere le tracce.
Alla cassa si trovava la signora Giovanna, moglie del titolare e alcuni clienti che erano stati fatti sdraiare a terra. «Questa è una rapina» aveva gridato uno degli individui, pistola in pugno. «Dacci i soldi che sono nel cassetto e non ti succederà niente». Poi erano scappati con appena 150 euro e avevano fatto perdere le loro tracce. (k.s.)
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