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Interrogatorio di garanzia per Mario Faris

Interrogatorio di garanzia per Mario Faris

L’uomo è accusato di aver esploso tre colpi di pistola contro l’ex cantoniere vicino di casa

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NUORO. Si è tenuto ieri mattina l'interrogatorio di garanzia per Mario Faris, l'ex emigrato di Lula accusato di aver ucciso con tre colpi di pistola Antonio Longu, cantoniere in pensione suo dirimpettaio nella palazzina popolare di via Dei Mille a Lula. Ieri in una stanza dell'ospedale Zonchello, dove si trova ancora ricoverato dal giorno stesso del delitto, alla presenza del suo legale, l'avvocato Basilio Brodu, l'indagato ha incontrato il giudice per le indagini preliminari Claudio Cozzella e il sostituto procuratore Andrea Ghironi. Dovrà difendersi dalla pesante accusa di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. L'ex emigrato, quindici anni fa aveva finito di scontare una condanna a 24 anni di carcere per l'omicidio della moglie, avvenuto in Germania nel febbraio del 1974. Secondo l'accusa lo scorso 8 gennaio Mario Faris si era alzato dal letto già con l'intenzione di uccidere il vicino di casa. Tra loro i rapporti erano tesi da tempo. Faris accusava Longu di avergli spostato l'antenna e persino di avergli seccato il prezzemolo. Motivi che quella mattina avrebbero spinto l’uomo ad armarsi e far fuoco contro l'ex cantoniere. Secondo la Procura, Faris quel giorno era uscito di casa armato e dopo aver visto il suo vicino gli aveva sparato tre colpi da distanza ravvicinata. Poi a bordo della sua motocarrozzella si era diretto verso la 131. Durante il viaggio si sarebbe anche liberato dell'arma che non è stata ancora trovata. Una pistola calibro 7.65 che i militari hanno cercato per giorni. Una volta arrivato all’ospedale Zonchello di Nuoro, Mario Faris aveva accusato un malore. Da allora è ricoverato in ospedale. Sabato scorso, infatti, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, guidati dal maggiore Marco Keten, si sono recati lì per notificargli un ordine di custodia cautelare in carcere. Una volta che verrà dimesso, per lui si apriranno le porte del penitenziario di Badu’e Carros.

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