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Attacco di Zente Nova: «Una giunta che non risparmia»

di Homar Farina

SINISCOLA. Se il principio di economicità e quello della corretta gestione del denaro pubblico sono il miglior termometro per meglio testare l’andamento di una pubblica amministrazione, il gruppo...

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SINISCOLA. Se il principio di economicità e quello della corretta gestione del denaro pubblico sono il miglior termometro per meglio testare l’andamento di una pubblica amministrazione, il gruppo all’opposizione Zente Nova ne trae spunto per valutare l’operato della giunta Celentano.

Come già fatto in passato, il movimento rappresentato dal consigliere Antonio Satta fa le pulci alla locale amministrazione analizzando alcune voci di spesa consultabili sul sito soldipubblici.gov.it.

Per avere un termine equo di paragone Satta mette a confronto la cittadina siniscolese con altre due realtà simili al comune baroniese, come Tortolì e Macomer, azzardando inoltre un confronto con il capoluogo barbaricino quasi 4 volte più grande nel rapporto demografico. In esame vengono prese tre voci, raccolte dal Siope, che si riferiscono a spese di cancelleria, di utenze telefoniche e di spese di rappresentanza sostenute dagli enti pubblici per l'anno 2015, quindi non spese di previsione ma già andate a saldo.

Per Satta i dati parlano da se, con Siniscola che risulta meno virtuosa rispetto a Tortolì, Macomer e Nuoro per quanto riguarda le voci di spesa per gli organi istituzionali e cancelleria. Per la prima voce Macomer si attesta con una voce di spesa di 153,88 euro, Tortolì 886,74, Nuoro 16.927 mentre Siniscola arriva a 26.983.

Impressionanti i dati di riferimento sulle spese di cancelleria dove Siniscola impegna per il 2015 la somma di 127.552 euro, Tortolì circa 37mila euro, Nuoro 17mila e Macomer 16.158. Per le utenze telefoniche e reti di trasmissione la cittadina baroniese è seconda solo a Nuoro con 69mila euro, a fronte dei 23.689 di Macomer, i 30.649 di Tortolì e i 176.639 di Nuoro.

Per il consigliere Satta «si parla tanto di buona prassi della Pubblica amministrazione, ma sembra che nessuno controlli o chieda conto di queste prassi, tranne noi, che chiederemo conto di molte voci di spesa sulle quali si necessita fare chiarezza. Non si tratta di essere inquisitori – conclude Satta – semplicemente lo faremo perché crediamo che il solo modo per migliorare l'amministrazione dei beni comuni sia proprio quello di far emergere le criticità e trovarvi rimedio».

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