La Nuova Sardegna

Nuoro

Orgosolo, atteso l’arrivo del nuovo commissario

di Mattia Sanna
Orgosolo, atteso l’arrivo del nuovo commissario

Nel paese dei murales i cittadini sperano di tornare al più presto alla normalità L’ex capogruppo di minoranza: «La situazione andava risolta in poche ore»

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ORGOSOLO. Nel paese dei murales si attende l’insediamento del commissario. Dopo la delibera di giunta, dovrebbe arrivare nei prossimi giorni il decreto di nomina firmato dal presidente Francesco Pigliaru, con il quale si andrà ad ufficializzare l’incarico conferito al dirigente dell’Ente foreste ora in quiescenza, Felice Corda.

Nel centro barbaricino sono in molti a sperare che il passaggio di consegne avvenga nel più breve tempo possibile, così da rimuovere quella sorta di limbo, nel quale è costretta la comunità orgolese, a seguito delle dimissioni del sindaco Dionigi Deledda e la sua maggioranza, colpiti da un'inchiesta giudiziaria, relativa alla gara di affidamento degli impianti sportivi di Santa Caterina.

La paralisi amministrativa e politica, che ha colpito da oltre una decina di giorni il comune del Nuorese, si accompagna alla preoccupazione di una collettività, la quale vede con una certa insofferenza e malcelato timore una situazione incerta e nebulosa. Qualche giorno fa, l’ex capogruppo di minoranza Antonio Maria Patteri aveva puntato il dito contro l'amministrazione regionale, lamentando eccessivi ritardi.

«La situazione andava risolta in massimo quarantotto ore – aveva sostenuto l'esponente del centrosinistra – non si può temporeggiare per settimane, bastava semplicemente si facesse una nomina anche provvisoria».

È importante, infatti, che si garantisca almeno l'ordinario, mandando avanti un apparato burocratico in evidente sofferenza, indebolito dalle numerose assenze del personale. Diventa urgente, dunque, dare risposte ai cittadini, che si trovano, spesso, di fronte scrivanie vuote e uffici chiusi.

D’altro canto, tra la popolazione molti interrogativi restano aperti. In tanti, infatti, si chiedono perché chi è stato investito dal consenso popolare non abbia potuto mandare avanti il proprio mandato, esercitando il potere al quale era stato legittimato da un consenso così ampio. Di direzione opposta, invece, una parte dell'elettorato, che ritiene necessario restituire la parola alle urne e chiudere un’esperienza ritenuta negativa.

A giugno probabilmente saranno fissate le prossime amministrative. Solo allora si potrà leggere con chiarezza la posizione del paese.

La scelta dei propri rappresentanti sarà la chiave per comprendere la lettura di fatti, che innegabilmente avranno una serie di strascichi.

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