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Terre civiche, via al piano di valorizzazione

di Bernardo Asproni

Delibera del Consiglio per l’adozione dello strumento che tutelerà il patrimonio comunale

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«Il piano di valorizzazione delle terre civiche rappresenta uno strumento indispensabile per la crescita, la tutela, la salvaguardia e il miglioramento del patrimonio comunale del paese». È questo uno dei presupposti di fondo che ha spinto il consiglio comunale a deliberare l’adozione del Piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche.

Da più parti è stato ribadito che «lo scopo del Piano è senza dubbio mirato a una migliore gestione del territorio, al fine di creare delle aree e non solo utilizzabili per il pascolamento ma anche per altri aspetti. Infatti la zonizzazione attenta che è stata realizzata con la descrizione degli usi attuali e futuri permette una sorta di compartimentazione del territorio stesso, con l’individuazione di aree e attitudine omogenee».

Dalla relazione presentata dall’agronomo Filippo Monni si evince, infatti, che è stata realizzata una programmazione degli usi futuri del territorio suddiviso in 7 zone di destinazione d’uso. In modo schematico: Zona A, a potenziale sviluppo agro-pastorale; Zona B a potenziale sviluppo agro-silvo-pastorale; Zona C a potenziale sviluppo silvo-pastorale; Zona D a potenziale attitudine allo sfruttamento eolico e altre fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico ecc.); Zona E archeologica; Zona F di estrazione minerale; Zona G aree e percorsi turistici-ricreativi.

È così, dunque, che il Piano si propone come strumento per l’uso razionale delle terre civiche «utilizzato in maniera che i cittadini siano coinvolti, che si facciano promotori, soggetti attivi di iniziative legate da un lato alla salvaguardia ambientale e dall’altro allo sviluppo sociale e economico del territorio».

La gestione del territorio, per lo sviluppo degli usi, sia tradizionali che futuri, dovrà garantire, in ogni caso, «la protezione delle risorse ambientali e degli ecosistemi attraverso interventi volti alla tutela dei boschi e dei biotipi, alla difesa dall’erosione del suolo; alla prevenzione degli incendi, alla manutenzione e miglioramento delle infrastrutture».

Ed è questo il fine che l’amministrazione comunale, attraverso questo strumento, si propone.

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