Il caso in Regione: intervenga la giunta
Interrogazione di undici consiglieri agli assessori Arru e Spano: «Subito uno screening sullo stato di salute degli ex esposti»
NUORO. Dopo il Senato e la Camera, il caso amianto approda in consiglio regionale con un’interpellanza di Daniela Forma (Pd) e Daniele Cocco (Sel) indirizzata agli assessori alla Difesa dell’ambiente Donatella Spano e alla Sanità Luigi Arru. Nel documento, sottoscritto da altri nove consiglieri (Roberto Deriu, Antonio Gaia, Eugenio Lai, Walter Piscedda, Franco Sabatini, Antonio Solinas, Mario Tendas, Emilio Usula e PierFranco Zanchetta), viene evidenziato come non risultino a tutt’oggi «controlli, studi e indagini effettuati dall'autorità competente al fine di individuare il livello di contaminazione ambientale delle aree del compendio industriale della Sardegna Centrale e, nello specifico, del sito Ex Enichem di Ottana, né risultati di indagini epidemiologiche volte a valutare l'incidenza di patologie tumorali correlate alla presenza di inquinanti con particolare riferimento all’amianto».
Agli assessori Spano e Arru i consiglieri autori dell’interrogazione ricordano che «i lavoratori dello stabilimento Anic-Enichem di Ottana, che a partire dalla metà degli Anni Settanta ha operato per decenni nel settore delle fibre sintetiche, hanno denunciato la continua esposizione all’amianto sia per contatto diretto che per inalazione della fibra dispersa nell’ambiente di lavoro», e ancora che gli stessi lavoratori «denunciano l’urgenza di provvedere alla bonifica del suolo del sito industriale e di attenzionare l’area perché interessata da interramenti di sostanze pericolose».
Forma e Cocco vogliono inoltre sapere per quale motivo «ai lavoratori del sito di Pisticci (Matera), impianto gemello di Ottana nella tecnologia e nella modalità di produzione, è stata riconosciuta l’esposizione all’amianto, la quale ha consentito l’accesso alla sorveglianza sanitaria nonché ai benefici previdenziali correlati» mentre in Sardegna l'Inail ha respinto le domande di riconoscimento di esposizione all’amianto dei lavoratori dello stabilimento industriale di Ottana, determinando una situazione di grave discriminazione».
Nutrita la serie di domande che i consiglieri rivolgono alla giunta Pigliaru. In primo luogo, se il sito industriale di Ottana è interessato da rischio correlato alla presenza di amianto, visto che il decreto ministeriale 101 del 2003 attribuisce alle Regioni la competenza per l’individuazione di tali situazioni di rischio; ancora, quali iniziative si intendano adottare per verificare lo stato di salute ambientale e quello della popolazione delle comunità ricadenti nel compendio industriale di Ottana, e quali per verificare lo stato effettivo delle bonifiche del sito ex Enichem di Ottana. Forma e Cocco vogliono sapere a che punto sia la sorveglianza sanitaria avviata con il protocollo operativo regionale del 2010 che prevede “Informazione e assistenza ai soggetti che ritengono di aver avuto una pregressa esposizione lavorativa ad amianto e sorveglianza sanitaria di coloro che vengono valutati come ex esposti”; chiedono inoltre che tale protocollo venga modificato o implementato visto che i lavoratori denunciano di essere abbandonati a se stessi; a questo proposito, per Forma e Cocco deve essere garantito a i lavoratori ex esposti all’amianto di accedere alla sorveglianza sanitaria, così da promuovere consapevolezza della diagnosi precoce. Infine, i consiglieri chiedono che gli assessori esprimano contrarietà verso l’Inail che continua ad affermare, nonostante il numero crescente di decessi e nuovi ammalati di patologie asbesto correlate, che a Ottana la presenza dell’amianto era al di sotto dei parametri di legge.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google