A teatro in scena la belle epoque
Stasera lo spettacolo “Io sono Misia-L’ape regina dei geni”
MACOMER. Fa tappa oggi a Macomer la tournée nell'Isola di “Io sono Misia - L’ape regina dei geni” di Vittorio Cielo, interpretata da Lucrezia Lante della Rovere e diretta da Francesco Zecca. La pièce, un intrigante monologo per un autoritratto di una regina della Belle Epoque, andrà in scena stasera alle ore 21 nello spazio teatrale allestito dal Cedac nelle ex caserme Mura (padiglione Tamuli).
È un intrigante ritratto al femminile quello che propone Lucrezia Lante della Rovere, protagonista di “Io sono Misia - L’ape regina dei geni”. Lo spettacolo in scena oggi a Macomer propone un viaggio nelle atmosfere della Belle Epoque attraverso i ricordi di Misia Sert, figura di spicco nell’animata vita mondana di Parigi, musa di artisti (pittori, musicisti e scrittori) e ninfa egeria di Diaghilev, l’inventore dei Balletti Russi. Marie Sophie Olga Zenaïde Godebska, nata a San Pietroburgo ma di origine polacca, ha impresso un segno nella storia, e specialmente nella vita culturale parigina. Il suo salotto era frequentato dai migliori talenti del tempo, dalle menti più acute e brillanti, e dagli esponenti delle avanguardie: tra gli altri Pablo Picasso e Claude Debussy, Claude Monet, Paul Signac, Stéphane Mallarmé e André Gide. Figlia d’arte e pianista di talento, è stata allieva di Gabriel Faurè (autore della notissima Pavana) e apprezzata da Lizst, ritratta da Renoir, Vuillard, Toulose-Lautrec, Bonnard, Valloton, amica e rivale di Coco Chanel. Misia, immortalata da Proust nella “Recherche”, e messa in scena da Cocteau, è stata definita da Paul Morand «un monumento di storia, collocata nell’asse del gusto francese come l’obelisco di Luxor nell’asse degli Champs Èlysées».
Lucrezia Lante Della Rovere le dà voce e volto come soltanto un’attrice raffinata sa fare. Nel dare voce a Misia si cimenta in una prova di recitazione in forma di monologo, la più difficile per un attore, rendendo credibile un personaggio complesso come Misia Sert, di cui esistono molte testimonianze biografiche e fotografiche, per cui lo spazio per una reinterpretazione teatrale ha margini di manovra stretti. (t.g.t.)
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