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Macomer, riapre il centro diurno per i disabili

MACOMER. Il centro diurno per i disabili di viale Nenni riaprirà domani dopo un breve periodo di chiusura che si è reso necessario per risolvere alcune questioni amministrative. Si tratta di un...

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MACOMER. Il centro diurno per i disabili di viale Nenni riaprirà domani dopo un breve periodo di chiusura che si è reso necessario per risolvere alcune questioni amministrative. Si tratta di un servizio di tipo sovracomunale, nato negli anni scorsi per iniziativa del comune di Macomer e portato avanti oggi dall’Unione dei comuni del Marghine, la quale è riuscita a dargli continuità dopo il rischio reale di soppressione corso nel 2015. Attualmente è gestito dalla cooperativa Progetto H e accoglie undici utenti disabili medio gravi. Il servizio ha anche una ricaduta occupazionale in quanto dà lavoro ad alcuni operatori. La recente chiusura, durata circa una settimana, è stata imposta dal fatto che il contratto di affidamento era scaduto. «In attesa del nuovo appalto di gestione, che sarà bandito entro aprile – spiega l’assessore ai servizi sociali del comune di Macomer, Rossana Ledda, – è stato stipulato tra l’Unione dei Comuni del Marghine e la cooperativa Progetto H un nuovo contratto di affidamento, che sarà valido fino all’appalto, con quale sarà possibile garantire la continuità dell’importante servizio».

Intanto c’è una novità che riguarda la continuità del servizio. Il centro diurno per disabili di viale Nenni funzionerà anche nel 2016 ampliando l’attività alle ore pomeridiane. La disponibilità della Asl a garantire la presenza di due operatori socio sanitari darà continuità per un altro anno a un servizio importante e fondamentale per il territorio in quanto viene incontro alle necessità delle famiglie nelle quali sono presenti dei portatori di handicap che necessitano di assistenza e aiuto che non sempre le famiglie sono in grado di offrire autonomamente.

La struttura, che fin dalla sua apertura svolge un ruolo importante e delicato, era andata incontro a difficoltà enormi e al rischio di chiusura per problemi soprattutto economici. I tagli delle risorse destinate ai comuni non consentivano di finanziarne l’attività. Da qui lo stop imposto al servizio la scorsa estate. Dopo la fermata rischiava di non riaprire soprattutto a causa della forte riduzione dei trasferimenti regionali al Plus, il piano dei servizi alla persona nel quale è inserito anche il centro diurno disabili. (t.g.t.)

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