La Nuova Sardegna

Nuoro

Polo culturale, si accende il dibattito

di Francesco Cabras
Polo culturale, si accende il dibattito

Roberto Deriu: «Nessuno scippo a Nuoro, ma un riconoscimento per la città»

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NUORO. Nelle intenzioni degli organizzatori, doveva essere esclusivamente un momento di analisi e proposta, ma durante l’incontro di ieri sera “Nuoro polo di cultura. Riflessioni sullo sviluppo del territorio” (promosso dal movimento politico Sardegna più. Meglio e dall’associazione culturale FinaMente) la discussione si è spostata, inevitabilmente, sulla recente legge regionale di riforma degli enti locali. Troppo recente e aspra la disputa nata in città (con in prima fila la giunta comunale) dopo il conseguente ingresso della Regione nella gestione del museo Man, della biblioteca Satta e il riconoscimento della Fondazione universitaria, per pensare che ciò non accadesse. Nonostante l’avvertimento iniziale del moderatore dell’evento, l’ex presidente della Provincia Costantino Tidu. «Non vogliamo entrare nella polemica con chi parla di espropri o scippi – ha spiegato infatti Tidu -, la riunione di stasera è organizzata soprattutto per dire cosa vogliamo fare nell’immediato futuro».

Dopo aver comunque sottolineato che si è trattato di un provvedimento necessario per dare continuità ai servizi offerti dai tre enti che prima contavano sull’apporto della Provincia, l’ex amministratore si è soffermato in particolare sull’urgenza di un rilancio del sistema museale basato su una rete regionale.

«Ci siamo resi conto che il dibattito politico rischiava di tornare indietro di anni», ha esordito invece il consigliere regionale (e relatore della legge sugli enti locali) Roberto Deriu, che tra una proposta e l’altra non ha mancato di dare qualche stoccata all’amministrazione comunale, fortemente critica con le scelte della Regione. L’esponente del Pd ha affermato che non si tratta di scippi, ma, al contrario, del riconoscimento per il lavoro svolto nel Nuorese nel campo della cultura. «Ma purtroppo – ha continuato – c’è chi legge e chi non capisce nulla». Deriu ha parlato anche di «malafede» da parte di «qualcuno» della maggioranza in Consiglio comunale. «Mi disse – ha raccontato - che la biblioteca la Regione poteva anche prendersela, ma il Man sarebbe andato al Comune». In ogni caso, per Roberto Deriu si tratta di una discussione inutile. «Gli appuntamenti futuri – ha detto - condizioneranno la vita delle comunità più di questa legge».

Tra questi individua la costituzione degli ambiti territoriali strategici che di fatto prenderanno il posto delle province e dove la Regione decentrerà i propri servizi, ossia scelte «che faranno vivere o morire Nuoro, che vive di decentramento». «C’è necessità di cooperazione – è l’appello del consigliere -, dobbiamo essere sinergici, compatti, con un progetto coerente. È un treno che non possiamo perdere. Chi si crede Napoleone è ora che si tolga la mano dal cappotto». Evita le polemiche il commissario del Consorzio della biblioteca Satta, Vannina Mulas. «Basta con il passato – ha detto – dobbiamo guardare al futuro partendo dalle tante potenzialità, senza separazioni o personalismi».

Il presidente dell’Isre Bruno Murgia ha invece parlato del ruolo che potrebbe svolgere l’istituto che guida dal 2013. «Deve diventare il più grande centro che crea cultura in Sardegna», è la sua convinzione e speranza. Riguardo al futuro museo dell’Identità che secondo il progetto iniziale dovrebbe avere sede nell’ex mulino Gallisai, Murgia ha affermato che un’istituzione simile è già rappresentata dall’Isre, che invece dovrebbe essere potenziato con maggiori risorse e personale specializzato.

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