La Nuova Sardegna

Nuoro

la stagione di prosa

Al teatro Eliseo sale il sipario sull’Otello di Shakespeare

di Pietro Rudellat
Al teatro Eliseo sale il sipario sull’Otello di Shakespeare

NUORO. La stagione della “Grande Prosa” al teatro Eliseo di Nuoro, organizzata dal Cedac con patrocinio del Comune, riprende, domani, mercoledì 10 febbraio, con l’Otello di William Shakespeare, nell'a...

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NUORO. La stagione della “Grande Prosa” al teatro Eliseo di Nuoro, organizzata dal Cedac con patrocinio del Comune, riprende, domani, mercoledì 10 febbraio, con l’Otello di William Shakespeare, nell'allestimento del teatro degli Incamminati/La Versiliana. Nel cast spiccano i nomi di Filippo Dini e Antonio Zavatteri, accanto a Giulia Eugeni, Roberto Serpi, Alberto Giusta, Mariella Speranza, Massimo Brizi e Cristina Pasino. La cupa vicenda del Moro di Venezia rivive tra le suggestioni di un vicino Oriente in bilico fra passato e presente, tra la gloriosa repubblica veneziana e l'eco di più moderne battaglie, in un avamposto dell'Occidente tra le armate di un potenziale, temibile “nemico” per antichi e nuovi scenari di guerra.

Uno spazio senza tempo, evocativo e indefinito, in cui si celebra l'eterno e irrinunciabile gioco delle armi, efficacemente suggerito dalle scenografie e dai costumi di Catherine Rankl, con le luci di Sandro Sussi a scolpire corpi e paesaggi e le musiche di Andrea Nicolini per sottolineare l'azione e gli stati d'animo dei personaggi, le dinamiche di una tragedia annunciata. E l'imminenza della battaglia e la prossimità del pericolo tendono ad acuire la paura, rendendo ancora più grottesco l'errore di chi scambia l'amore con il possesso, facendosi prima giudice e poi giustiziere ed infliggendo, ingiustamente, la pena di morte.

L'“Otello”shakespeariano regala pur nella ferocia del soggetto, e con l'humour nero che si accompagna alla duplicità di Iago, un'illuminante analisi psicologica del personaggi, ciascuno consumato da segreti dubbi e pensieri, che emergono nei tentativi più o meno riusciti di modificare la realtà secondo i propri desideri.

Iago temerariamente sfida la sorte, e la morale, si fa forte del suo diritto d'ingannare chi in un certo senso vuol essere ingannato, usa la sua astuzia con fini malvagi, ma il suo desiderio di “vendetta” nasce dall'insoddisfazione e dall'invidia.

Il finale è già scritto, Otello uccide Desdemona, un istante prima che la verità si riveli e il Moro possa così comprendere appieno l'insanità e iniquità del suo gesto.Lo spettacolo avrà inizio alle 20.30. (p.rud.)

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