«Mandatemi i libri in carcere per laurearmi»
L’ergastolano Marcello Dell’Anna ha rivolto un appello al sindaco, al rettore e al presidente dell’Ersu
NUORO. «Ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Lettere con indirizzo filosofico del Dipartimento di storia di scienze dell’uomo dell’università di Sassari per conseguire un’altra laurea, ma il mio sogno si sta infrangendo sugli ostacoli della burocrazia che per me che sono in carcere sono ancora più difficili da superare, per questo motivo rivolgo un appello al sindaco di Nuoro, al Rettore dell’università di Sassari, ai docenti della facoltà e al presidente dell’Ersu affinchè mi permettano di studiare». Sono le parole riportate in un lunga lettera dell’ergastolano Marcello Dell’Anna, 45 anni, esponente di spicco della Sacra corona unita, detenuto da oltre 27 anni e con una triste sentenza scritta sul suo fascicolo processuale: “fine pena mai”. Ma da quando è arrivato a Badu ’e Carros, la sua vita ha subito un cambiamento radicale. Marcello Dell’Anna ha intrapreso la strada della redenzione, che l’ha portato al conseguimento della laurea in giurisprudenza, con il massimo dei voti e la lode, con una tesi sul Diritto penitenziario. «Un obiettivo che mi ha gratificato sotto l’aspetto professionale e personale – ha sottolineato l’ergastolano, che durante l’estate adva ottenuto un permesso premio per lasciare il carcere e sposarsi in una chiesa di Nuoro come un qualsiasi cittadino, grazie al suo comportamento esemplare all’interno del penitenziario –. Per questo motivo, ho deciso di intraprendere una nuova nuova esperienza universitaria».
E poi Marcello Dell’Anna nella sua lettera ha spiegato quali siano i problemi che stanno ostacolando il suo sogno. «Da quando mi sono iscritto, sono già trascorsi tre mesi – ha sottolineato – avrebbero dovuto fornirmi i libri di testo, ma ancora non ho ricevuto nulla su cui studiare. Ritengo che il diritto allo studio valga per tutte le persone, indipendentemente dal loro status e anzi penso che una maggiore attenzione dovrebbe essere prestata agli studenti più svantaggiati, soprattutto se sono particolarmente motivati nello studio. Nel mio caso, vorrei poter dimostrare alla società perbene che dentro il carcere c’è sempre “l’elemento imprevisto” che si “sgancia” dallo stereotipo immaginario collettivo e dimostra che decenni di prigionia possono cambiare e migliorare le persone. Anche i detenuti – ha continuato Dell’Anna – sono tenuti a pagare una tassa aggiuntiva di 140 euro all’Ersu per usufruire di vari servizi, tra i quali i libri di testo. Ma non ho visto ancora nulla. Non poter sostenere gli esami mi ha procurato il “fuori corso” con la conseguente sicura perdita della borsa di studio e dei premi scolastico e di rendimento previsti dall’ordinamento penitenziario. Allora perché sborsare una tassa aggiuntiva se il servizio non viene erogato? Chiedo che vengano rimossi gli ostacoli che violano il diritto allo studio e l’istituzione di un collegamento tra la facoltà e l’Area educativa del carcere di Nuoro – ha concluso – E, se possibile, di assegnarmi un tutor». (plp)
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