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Nuoro

Gli uffici dell’Intermare verso lo smantellamento

di Lamberto Cugudda
Gli uffici dell’Intermare verso lo smantellamento

Allarme dei sindacati dopo la perdita della commessa con la società Statoil I confederali chiedono un tavolo con i vertici nazionali di Saipem ed Eni

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ARBATAX. Di giorno in giorno cresce la preoccupazione sul futuro di Intermare fabrication yard, sito operativo della Saipem. È da una settimana esatta che le brutte notizie si susseguono. Mercoledì 3 si è avuta la prima botta con l’aggiudicazione di un’importante commessa della norvegese Statoil che si è invece aggiudicata l'olandese Heerema Fabrication Group (che fa capo all'Heerema Group), mentre tutti attendevano che andasse alla Saipem. E quindi all’Intermare fabrication yard.

E martedì mattina, mentre i delegati Fiom-Cgil ponevano la questione Intermare al loro segretario nazionale Maurizio Landini, si è saputo dell’imminente smantellamento, nel sito Saipem di Arbatax, di alcuni uffici. Come ha ricordato il segretario generale Cgil Ogliastra, Giacomo Pani «si tratterebbe di quelli programmazione, appalti, oltre al centralino». E lo stesso numero uno della Cgil Ogliastra, ieri ha detto: «La situazione è molto grave. So che venerdì mattina le Rsu del cantiere operativo avranno un incontro con i segretari di categoria dei metalmeccanici. Come confederali attendiamo che venga dato subito il via a un tavolo con i vertici nazionali Saipem (e anche Eni). Venerdì 19, dopo quello dello scorso 20 gennaio, è previsto un nuovo sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti Eni e Saipem d’Italia. Puntiamo su una forte partecipazione». Giovedì 4 sono state le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil a proclamare lo sciopero di otto ore delle aziende del Gruppo Eni e della Saipem per venerdì 19, con manifestazione nazionale a Roma per contrastare la prospettiva di un forte ridimensionamento del Gruppo in Italia e per favorire una politica industriale del Gruppo e rilanciare il ruolo di Saipem nel mercato energetico e infrastrutturale. Il sindaco di Tortolì-Arbatax, Massimo Cannas, ieri ha detto: «Siamo fortemente preoccupati. Chiediamo che venga attivato al più presto un tavolo con i vertici Eni e Saipem, visto che in questa direzione si stanno già muovendo anche i sindacati ogliastrini e regionali, oltre la Regione. Siamo pronti a mobilitarci, insieme ad altri colleghi, per la salvaguardia dell’unica realtà industriale ogliastrina, elemento essenziale per l’occupazione».

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