Maschere sarde ospiti a Viareggio
“Urthos e Buttudos” di Fonni e “Su Sennoreddu e S’Iscusorzu” di Teti al 1° Simposio internazionale
FONNI. Dopo i due primi premi conquistati in Serbia e Macedonia, arriva un nuovo e importante riconoscimento per le maschere barbaricine di Fonni. Ospiti d’eccezione del rinomato carnevale viareggino, “Urthos e Buttudos” e “Mascheras Limpias” di Fonni assieme a “Su Sennoreddu e S’Iscusorzu” di Teti ottengono il plauso di un pubblico abituato a rappresentazioni carnevalesche dall’inequivocabile valore scenico e artistico. Tra i giganti di cartapesta, le maschere della Barbagia si sono rivelate eccellente attrattiva, sia per la loro particolarità e sia per il coinvolgimento suscitato con le loro gestualità e per i coinvolgenti balli sardi, sottraendola ai più celebri e imponenti carri locali. Il loro ordinato intercedere è accompagnato da flash e applausi mentre i più curiosi domandano, ai più informati accompagnatori, maggiori dettagli su un su un carnevale “sardo “ che credevano rappresentato solo dai Mamuthones. Soddisfatta del risultato ottenuto anche la rappresentante Feec per la Sardegna, dottoressa Rita Maria Porcu che, nel 1° Simposio internazionale “dialogo tra culture - Carnevali nel mondo”, ha illustrato a una rappresentanza internazionale le peculiarità delle maschere sarde presenti. Occasione per rimarcarne non solo l’inevitabile valenza folclorica ma anche quella culturale. La stessa Porcu, che nel corso della manifestazione è stata componente della Giuria presieduta da Vittorio Sgarbi, ha rimarcato come «in Sardegna vivano grandi e piccole e realtà che vale la pena scoprire, assicurando a tutto il carnevale sardo una dimensione universale». Il simposio, coordinato da Claudia Afanador, dell’università di Nariño, Pasto, Colombia, Olimpia Niglio dell’istituto internazionale Life Beyond Tourism di Firenze e Jorge Tadeo Lozano, docente presso l’ università di Bogotá, ha dato modo alle rappresentanze dei 18 paesi presenti, di confrontarsi in merito al “Valore del Patrimonio Intangibile del Carnevale” così come definito dall’Unesco, ossia sulle pratiche, rappresentazioni, conoscenze e tecniche che favoriscono un forte sentimento d’identità culturale tra le comunità, i gruppi e gli individui. «Lo scopo di questi incontri – dice Rita Maria Porcu, – è quello di valorizzare e promuovere le peculiarità dei diversi carnevali di tutti i centri». Soddisfatti anche i responsabili de soso Urthos, Giambattista Balloi e il protavoce de S’Iscusorzu e Teti, Simone Tatti che parlano «di un momento di internazionalizzazione massima del carnevale sardo e della Barbagia».
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