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Orotelli, ultimo appuntamento coi thurpos

di Federico Sedda
Orotelli, ultimo appuntamento coi thurpos

OROTELLI. Il carnevale barbaricino offrirà domenica prossima, 14 febbraio 2016, a Orotelli, un’appendice da non perdere. Nel paese barbaricino andrà in scena il cosiddetto “carnevalone” che vedrà...

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OROTELLI. Il carnevale barbaricino offrirà domenica prossima, 14 febbraio 2016, a Orotelli, un’appendice da non perdere. Nel paese barbaricino andrà in scena il cosiddetto “carnevalone” che vedrà protagonisti assoluti le maschere di thurpos ed eritajos. Le prima sfilata si è tenuta domenica scorsa. Ora il copione verrà ripetuto. Il carnevale quest’anno è stato inserito dall’amministrazione comunale nella manifestazione “Bindichidies oroteddesas” che ha avuto il suo clou a fine gennaio con “Fainas de ichinadu” (i mestieri del rione). Domenica prossima la scena sarà tutta per thurpos, thurpeddos ed eritajos: le maschere etniche di Orotelli che, a carnevale, si trasforma in un turbinio di movimenti, suoni, ritmi e riti che affondano le radici nelle più antiche tradizioni contadine. Sarà proprio il rito della vestizione ad aprire le manifestazioni che si protrarranno fino a tarda notte. Alle 15, thurpos, thurpeddos ed eritajos si prepareranno per la sfilata indossando davanti al pubblico le caratteristiche maschere. I thurpos si infagotteranno nel loro cappotto (su gabanu) di orbace nero, si anneriranno il viso con la fuliggine ricavata dal sughero bruciato e si cingeranno con una bandoliera di campanacci e una fune legata intorno alla vita. Sos eritajos, invece, indosseranno il caratteristico saio bianco e una benda di tela rossa.

Sotto il saio nasconderanno una collana di tappi di sughero ricoperti con gli aculei di riccio. Durante la sfilata cercheranno una giovane donna da abbracciare per pungerla. Un rito, questo, che simboleggia le dolorose punture dell’amore. I thurpos si muovono in coppia, aggiogati come buoi, mentre un altro thurpu, che incarna il contadino, cerca di tenerli a bada con le redini e il pungolo.

Nel corso della sfilata metteranno in scena antichi riti per allontanare le forze del male e propiziarsi la benevolenza della natura sull’annata agraria. La sfilata, alla quale parteciperanno anche maschere spontanee, partirà alle 16 dal rione Iscattaj per concludersi in piazza Su palu, dove si ballerà fino a notte fonda con i suonatori locali.

Alle 19, ci sarà la cena collettiva a base di fave, lardo e vino, offerti, stavolta, dalle associazioni dei thurpos. Il tutto per rispettare la tradizione secondo la quale l’ultimo giorno di carnevale spetta a loro offrire da bere a tutti.

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