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Nuoro

Materiale radioattivo in discarica, interrogazione della minoranza

di Federico Sedda
Materiale radioattivo in discarica, interrogazione della minoranza

Bolotana, “Coronas bentosas” è chiusa da gennaio per decisione della società di gestione Exe Il consigliere Saba: «Diteci se sono state fatte analisi e verifiche per monitorare la situazione»

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BOLOTANA. Un’interrogazione del consigliere comunale dell’opposizione, Armando Saba, riapre il caso della discarica industriale di “Coronas bentosas”, in territorio di Bolotana, chiusa dall’11 gennaio scorso per decisione della società di gestione, la Exe di Udine. «La discarica – scrive l’esponente della minoranza consiliare nell’interrogazione al sindaco, Francesco Manconi – non è più operativa, con conseguente chiusura dall’attività di gestione e di smaltimento». Questa situazione, secondo Saba, «comporterebbe inevitabilmente la mancanza di monitoraggio e di controllo della discarica stessa, posto che al comune di Bolotana spetta l’attività di controllo e di verifica puntuale dei rifiuti che vengono conferiti e del regolare smaltimento degli stessi». Da qui l’allarme del consigliere comunale della minoranza reso ancora più forte dall’ipotesi che, nella discarica di “Coronas bentosas”, di proprietà dell’imprenditore nuorese, Francesco Cancellu, possa essere stato conferito materiale radioattivo. «Chiedo di sapere – si legge, infatti, nell’interrogazione – se, come già segnalato, corrisponda al vero la notizia circa il conferimento nella discarica di Bolotana di materiale radioattivo e se siano state effettuate le analisi e le verifiche del caso per monitorare la situazione esistente». Al di là della verifica sulla presenza o meno di eventuali materiali radioattivi, la chiusura degli impianti di “Coronas bentosas”, dove vengono conferiti rifiuti industriali, quali i fanghi del depuratore ex Enichem di Ottana e altro materiale non tossico e non nocivo proveniente da vari siti dell’isola, pone seri dubbi sull’esercizio continuo dei controlli e sull’affidabilità ambientale e sanitaria della discarica. Problemi, questi, che Armando Saba rilancia sul tavolo del sindaco e, per suo tramite, sui banchi del consiglio comunale al quale chiede, tra l’altro, che venga sottoposta tutta l’intricata vicenda. «Chiedo di sapere – sottolinea il consigliere – se, nonostante la chiusura, vengano garantiti la continuità delle analisi relative alle quantità di percolato smaltito, il tracciamento sul luogo e le modalità di smaltimento e se, infine, vista l’incidenza dal punto di vista ambientale, non si ritenga opportuno verificare la funzionalità e l’attendibilità delle centraline esistenti, posto che le stesse funzionino ancora». La discarica era gestita dalla fine del 2013 dalla Exe, una società per azioni compartecipata al 56 per cento dalla provincia di Udine. Il contratto di gestione prevedeva anche un’offerta vincolante di acquisto. Soldi che, però, la Exe, non è riuscita ancora a trovare, provocando così una vertenza con i proprietari. Nel frattempo la discarica ha chiuso i battenti, mettendo in seria difficoltà i conferitori dei rifiuti e sollevando seri dubbi sulla gestione del territorio alla luce anche delle incognite che gravano su tutto il sito industriale di Ottana.

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