Sassarino morto in servizio, condanna a 8 mesi
Un militare sardo guidava l’auto su cui viaggiava il maresciallo nuorese Roberto Selloni
NUORO. Otto mesi di reclusione, pena sospesa con il beneficio della condizionale, e il pagamento di una provvisionale per la parte civile: a due anni e mezzo dalla morte, nel corso di un incidente stradale avvenuto vicino a Praga, del maresciallo nuorese della Brigata Sassari, Roberto Selloni, si è chiuso in questi giorni di fronte al gup del tribunale di Civitavecchia il processo di primo grado nei confronti di un commilitone del giovane, Alessandro Frau, originario di Cagliari ma residente a Cerveteri.
Secondo l’accusa e quanto sostenuto dalla parte civile rappresentata dagli avvocati Mauro Intagliata e Francesco Tazzari, per conto dei familiari di Selloni, Frau aveva causato, di fatto, la morte del povero giovane, perché quel 16 settembre del 2013, mentre era alla guida di un mezzo militare aveva violato tutte le regole di circolazione stradale oltreché quelle del banale buonsenso.
Correva il 16 settembre, dunque, quando la tragedia era avvenuta. Quel giorno, alle 5.50 del mattino, Roberto Selloni sale nella Skoda Octavia guidata dal suo commilitone Alessandro Frau. Entrambi si trovano vicino a Praga e dovevano raggiungere il poligono di Bechyne che si trovava a qualche chilometro dalla loro sistemazione. Ma secondo l’accusa, Frau, che conduceva l’auto, aveva causato la morte del collega, perché «con negligenza, imprudenza e imperizia nella guida e con violazione di norme della circolazione stradale», non aveva adeguato «la velocità del mezzo alle condizioni di tempo e di luogo, e aveva perso il controllo del mezzo in corrispondenza di una curva a sinistra, collidendo la parte anteriore dell’auto con il pilastro di pietra e cagionava al Selloni, gravissime lesioni dalle quali derivava il decesso». In questi giorni, dunque, si è concluso il processo nei confronti di Frau, difeso dall’avvocato Maria Antonia Caredda. Il gup del tribunale di Civitavecchia ha accolto dunque le richieste dell’accusa e degli avvocati di parte civile, Intagliata e Tazzari.
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