Affossato il Polo professionale
Macomer, il territorio pronto alla mobilitazione contro l’assessorato alla Pubblica istruzione
MACOMER. La Regione lo ha previsto due anni fa col piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e dell’offerta formativa 2014-2015, ma il “Polo tecnico professionale della Sardegna centrale” è rimasto sulla carta. Per l’assessorato regionale alla Pubblica istruzione la delibera della giunta che dettava gli indirizzi di politica scolastica in Sardegna è come se non esistesse. Richieste e sollecitazioni del Comune di Macomer e delle istituzioni scolastiche del territorio che chiedevano l’attivazione del Polo sono rimaste senza risposta, sparite nel buco nero della burocrazia dell’assessorato alla Pubblica istruzione, la cui politica sembra essere quella di svuotare il centro Sardegna togliendo servizi e creando il vuoto che costringe la gente ad andarsene. Ma c’è di peggio. Dal 2010 opera a Macomer l’Istituto tecnico superiore, una via di mezzo tra la scuola secondaria di secondo grado e l’università, il primo in Sardegna. L’assessore alla Pubblica istruzione gli ha tolto risorse per destinarle all’istituzione di un doppione a Sassari con un corso sull’agroalimentare (identico a quello attivo a Macomer) che non è ancora in funzione e finirà per far chiudere l’Its Sardegna in funzione da cinque anni. Su questi temi il consigliere regionale del Partito dei Sardi, Gian Franco Congiu, ha presentato un’interrogazione che ora attende risposta. Il territorio ha invece avviato una vertenza e si prepara alla mobilitazione. Quella aperta con l’assessorato alla Pubblica istruzione non è una delle tante controversie con la Regione che si aprono nelle diverse aree della Sardegna, ma una questione, sostenuta da una denuncia pubblica, che potrebbe avere ripercussioni politiche se il silenzio dell’assessorato alla Pubblica istruzione dovesse perdurare. La vertenza e il problema al quale si sta chiedendo risposta sono stati illustrati ieri nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il consigliere regionale Gian Franco Congiu, il presidente della Fondazione Its Sardegna Raffaele Franzese, il sindaco di Macomer Antonio Succu (ha parlato anche in veste di presidente dell’Unione dei comuni), il presidente Confindustria Sardegna centrale Roberto Bornioni, il direttore dello Ial Sardegna Antonio Demontis, Pierpaolo Pani di OpportunEuropa e i dirigenti scolastici Massimo De Pau e Gavina Cappai. Le ragioni della vertenza le ha riassunte il presidente della Fondazione Its, Raffaele Franzese, il quale ha posto l’esigenza che l’assessore Claudia Firino emani subito il decreto che, dando attuazione a un preciso indirizzo della Giunta regionale, istituisce il Polo Tecnologico a Macomer. «Quello del Marghine – ha detto – già dal 2014 ha costituito la rete dei soggetti necessari richiesti dalla normativa vigente: comune, reti di istituzioni scolastiche tecnico professionali e liceali, ente di formazione che in questo caso è lo Ial, associazione di imprese (Confindustria) e Istituto tecnico superiore». Il sindaco Succu non ha nascosto il dubbio che l’assessore Firino stia “svuotando” il centro Sardegna. I dirigenti scolastici hanno detto che il Polo da risposta al problema della dispersione mentre Roberto Bornioli ha spiegato che il Polo tecnologico di Macomer può essere lo strumento per il rilancio di un territorio in profonda crisi.
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