La Caletta, scarichi e miasmi in centro
La protesta dei residenti in vicolo Cagliari. «Non si può più vivere, gli odori sono insopportabili»
SINISCOLA. Quella che vivono gli abitanti di vicolo Cagliari, a La Caletta, pare una situazione facilmente riconducibile agli anni ’70. Una strada non asfaltata, perennemente allagata per gran parte dell'anno, dove i miasmi delle raccolte fognarie ne danno l'aspetto di un sobborgo industriale, nel pieno centro della frazione siniscolese tanto decantata come il nuovo volano del settore turistico locale. Ed è per questo che per l'ennesima volta gli abitanti della strada che collega la centrale via Cagliari con l'area portuale sollevano una polemica, dopo «anni di proteste e promesse mai mantenute», così come sottolineano alcuni residenti. «Qui la situazione è ormai critica – dice Nino Pilu– l'odore della fogna è insopportabile oltre ai disagi che affrontiamo per uscire di casa. Più volte abbiamo chiamato i vigili per denunciare il fatto che durante le piogge siamo prigionieri in casa». Gianni Attardi, anche lui residente in vicolo Cagliari, dice che «la situazione è precipitata al completamento di restauro della grande struttura ricettiva che confina con la nostra via, che ora ha quasi 500 posti letto e che utilizza la stessa linea fognaria che non è stata adeguata a dovere. Durante le opere di costruzione – continua Attardi – anche il manto stradale è stato distrutto senza che nessuno venisse a controllare». Le operazioni di sfalcio dell'erba e pulizia sono in capo ai residenti. «Quando intervengono gli operai di Abbanoa per il controllo dei tombini – dice Federica Dalu – non fanno altro che constatare l'eccessivo accumulo di liquami e poi vanno via lasciando tutto come prima». I residenti di vicolo Cagliari mettono in evidenza che gli scarichi fognari di arrivo, situati sulla centrale via Cagliari, risultano a quote più alte di quelli della raccolta delle utenze, con inevitabile reflusso dei liquami. Anche per il commerciante Angelo Conteddu si tratta di una situazione «insostenibile». Per i coniugi Calcaterra, che vivono tra Roma e La Caletta, si tratta di una annosa vicenda che non trova fine. «È una situazione che ha dell'incredibile– dice Luciano Calcaterra – io ho una figlia disabile, non le dico le difficoltà che devo affrontare in una strada da terzo mondo. Avevamo uno stallo per disabili, che poi si è stranamente dissolto nel nulla, nella totale indifferenza delle istituzioni locali le quali, incalzate sull'argomento, dicono che qualcosa la faranno. E in effetti – conclude Calcaterra – una cosa la stanno facendo, ovvero stare ad osservare».
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