S’Irvuzzu, ecco il cocktail alle erbe
L’aperitivo è stato inventato dal barman oroseino Sebastiano Rosu
OROSEI. In Baronia siamo abituati a mangiarlo cucinato in padella, accompagnato da un tocco di lardo che gli conferisce quel sapore dolciastro inconfondibile. Piatto tipico della cucina tradizionale oroseina, quella antica, di una volta, tramandata dalle nonne. Non tutti sanno cosa sia o meglio da quanti tipi di erbe sia composto, e come queste si possano distinguere tra loro. S’Irvuzzu è infatti un mix di ben dodici erbe di campo che in pochi conoscono, soprattutto il loro nome in sardo. L’esperienza e l’inventiva di Sebastiano Rosu, affermato barman oroseino, hanno fatto sì che S’Irvuzzu si potesse trasformare in un amabile cocktail. «L’idea mi è venuta quando mi è stato spiegato che per la preparazione del piatto le dodici erbe vengono opportunamente miscelate in base al grado di amaro e dolcezza, così ho subito pensato che fosse sicuramente possibile miscelare l’eventuale succo ottenuto dalla spremitura di queste erbe». A questo punto Rosu ha deciso, insieme al collega Sandro Monne, di realizzare il succo de S’Irvuzzu in purezza e di trasformarlo, con alcuni accorgimenti, in una base miscelabile. «Una ricetta, in particolare, ci ha colpito: “Tziu Lillu”, il primo cocktail a base di Irvuzzu – ha detto Rosu– Il nome è un omaggio a tziu Lillu Fara che durante la manifestazione “Sas Cortes de Sos Ammentos” organizzata ad Orosei a dicembre ha pensato di preparare per i visitatori questo prelibato piatto enogastronomico tipico della cucina tradizionale oroseina. Lillu Fara ha inoltre personalmente raccolto le dodici erbe utilizzate per la preparazione del cocktail, che ha preso il suo nome. Una promozione dei prodotti del nostro territorio sicuramente originale e innovativa, che ha già conquistato il palato di tanti».
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