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Nuoro

Ex alcolista cerca fondi per il suo libro

Ex alcolista cerca fondi per il suo libro

Siniscola, Francesco Sedda ora fa conoscere la sua esperienza nel racconto “Ritorno dall’inferno”

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SINISCOLA. “Ritorno dall’inferno”, la storia di un ex alcolista è il titolo del racconto che Francesco Sedda, 60 anni originario di Lula residente a Siniscola fa della sua vita precedente, quella passata ad autodistruggersi schiavo dell’alcool. Poi la svolta, senza alcuna terapia medica e con una grandissima forza di volontà, Francesco è riuscito a disintossicarsi a conduce ora una vita normale. Ha raccolto la sua esperienza in un racconto che vorrebbe pubblicare per aiutare tante altre persone a venire fuori dal tunnel. La prefazione alla sua autobiografia, l’ha scritta Franco Salvatore Del Rio responsabile del centro diurno di salute mentale dell’Asl di Nuoro che conosce bene Francesco.

«Ha frequentato il nostro laboratorio di chitarra e scrittura, nel suo scritto, parla senza alcuna remora di quello che e stato il suo passato di alcolista e l’ha scritto perché spera di dare un messaggio alle persone che vivono questa situazione e aiutarle a venirne fuori».

Francesco Sedda, sta cercando un associazione o una fondazione che lo aiuti a stampare l’opuscolo per diffonderlo capillarmente nel territorio: «Ho fatto alcuni preventivi e mi hanno chiesto 500 euro più iva per mille copie – dice – una spesa che io non posso sostenere, quindi se qualcuno fosse interessato al progetto, a far conoscere la mia esperienza, mi contatti o chiami il dottor Del Rio. Ho iniziato a bere a 24 anni – racconta l’uomo – dopo il bicchiere, sono passato alla bottiglia intera. Ero sposato ed avevo un’attività commerciale ma la mia vita coniugale è andata a rotoli a causa dell’alcool. Sono arrivato a bere in una mattinata anche 5 litri di vernaccia. L’unico scopo era bere, qualsiasi cosa, anche l’aceto quando non c’era altro. Poi sono arrivate le allucinazioni, vedevo il mondo in maniera distorta a causa della mia mente offuscata dall’alcol». Francesco cerca di cambiare vita e amici, va via dalla Sardegna, è un ottimo chef de rang ma la sua ossessione nel bere, gli fa perdere ancora il lavoro. «Poi ho conosciuto una donna con cui ho convissuto 10 anni – ricorda – ma anche lei beveva e ancor più di me. Morì al mio fianco dicendomi “Francesco non fare la mia fine” ma io continuai a bere più di prima. Dormivo con il fiasco sul comodino sino a quando mi venne l’idea di uccidermi, di autodistruggermi. Comprai una damigiana di vino che consumai in appena venti giorni, non riuscì a morire ma mi resi invece conto che la mia vita aveva toccato il fondo. Comprai un’altra damigiana, la misi nel ripostiglio e la sfidai. Spasmi, allucinazioni tentazioni, ma alla fine ho resistito e ho vinto io solo con la mia forza di volontà». Da dieci anni Francesco non tocca una goccia d’alcool, insegna a suonare la chitarra, lavora distribuendo volantini per i negozi della zona e si dedica al volontariato con l’Adi. (s.s.)

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