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Inceneritore di Tossilo, a rischio 18 dipendenti

Inceneritore di Tossilo, a rischio 18 dipendenti

MACOMER. Una linea è già spenta, l’altra lo sarà in settimana. L’inceneritore di Tossilo ha smesso di bruciare rifiuti e non lo farà per i prossimi anni, fintanto che non entrerà in funzione il nuovo...

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MACOMER. Una linea è già spenta, l’altra lo sarà in settimana. L’inceneritore di Tossilo ha smesso di bruciare rifiuti e non lo farà per i prossimi anni, fintanto che non entrerà in funzione il nuovo impianto la cui attivazione è prevista non prima del 2019 e forse anche oltre. Ci saranno dunque tre o quattro anni di “forno spento” durante i quali il personale addetto all’incenerimento, circa 18 persone, risulterà in esubero. Nell’ultima riunione di consiglio comunale si è parlato anche di questo e dal dibattito sono emerse imprecisioni (per non dire incongruenze) sui tempi di durata della discarica di Monte Muradu, che era nata come struttura di servizio dell’inceneritore, e l’attuale capienza disponibile. Aspetti sui quali il consigliere di minoranza Giuseppe Pirisi ha cercato di vederci chiaro incalzando il presidente della Tossilo, Giovanni Demontis. Diverse cose sono state spiegate, ma alcuni passaggi e dettagli della vicenda Tossilo non sono emersi con la chiarezza richiesta da Pirisi e restano da mettere a fuoco. Il dibattito ha comunque messo in evidenza alcune cose: l’impianto è vecchio e pertanto andava smantellato e sostituito perché è antieconomico; finora ha marciato perché il personale della Tossilo ha fatto miracoli, ma una parte di questo personale (i 18 in esubero, praticamente la metà degli addetti) finirà in cassa integrazione e per il momento non ci sono garanzie di rientro con l’entrata in funzione dell’impianto nuovo. Un’altra certezza è che la gestione negli anni non è stata delle migliori. Lo stesso Pirisi ha sottolineato che «il problema è la gestione» e si è poi chiesto: «se il nuovo impianto verrà gestito come questo, a quali conseguenze si andrà incontro?». Che fine faranno i lavoratori che nella fase di revamping risulteranno in esubero? Ancora non si sa. Il presidente della Tossilo ha incontrato gli assessori regionali all’Industria e al Lavoro, ma è rientrato a mani vuote. La Regione, proprietaria dell’impianto, non può farsene carico. Il comune di Macomer segue passo per passo la vicenda sindacale. Le soluzioni percorribili potrebbero essere il contratto e l’assegno di solidarietà e la cassa integrazione. Allo stato delle cose non c’è ancora nulla. «La situazione dei 38 lavoratori a tempo determinato e dei cinque a tempo indeterminato preoccupa – ha detto il sindaco, Antonio Succu, – i sindacati chiedono garanzie e, in particolare, chiedono che su un eventuale accordo ci sia la firma del presidente Pigliaru o di un suo delegato che garantisca il rispetto gli impegni». L’incontro tra l’azienda e i sindacati è stato aggiornato a martedì. (t.g.t.)

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