Mobilitazione permanente per gli operai della Tossilo
Macomer, la trattativa con l’azienda sulla gestione degli esuberi è stata interrotta La transizione tra il vecchio e il nuovo impianto dovrebbe durare almeno tre anni
MACOMER. I lavoratori della Tossilo attueranno la prima giornata di mobilitazione martedì, quando si riuniranno in assemblea permanente di fronte ai cancelli dell’inceneritore. La trattativa con l’azienda si è interrotta dopo la presentazione del piano per la gestione degli esuberi di personale nei tre anni durante i quali si procederà allo smantellamento delle due linee e alla realizzazione del nuovo forno. Le due linee, intanto, sono state spente, una per essere smantellata e l’altra per motivi tecnici. Le maestranze dell’inceneritore chiedono ora che della partita si faccia carico la Regione. I sindacati ai quali aderiscono i lavoratori della Tossilo, intanto, hanno proclamato lo strato di agitazione, una decisione unitaria che per la prima volta schiera su un fronte unico le quattro sigle sindacali rappresentate nell’azienda.
Quella di martedì è la prima giornata di mobilitazione, ma se ne prevedono altre. La sicurezza dell’impianto sarà garantita, ma se il confronto dovesse inasprirsi c’è il rischio che la protesta e gli scioperi possano bloccare l’attività con conseguenze che verrebbero avvertite negativamente anche nei Comuni che conferiscono i rifuti alla Tossilo. Il confronto con l’azienda che avrebbe dovuto dare risposta ai lavoratori sul periodo di transizione dal vecchio al nuovo impianto, la cui durata è prevista in tre anni ma che potrebbe allungarsi, non ha prodotto i risultati attesi dai lavoratori. Praticamente non è stata data risposta alla richiesta di “spalmare” su tutti i sacrifici anche attraverso i contratti di solidarietà. La risposta non si è fatta attendere. «Il fronte si sposta e il tavolo di confronto deve essere portato in Regione – dice Franco Cappai, segretario provinciale della Uil trasporti, sigla alla quale aderiscono anche i lavoratori degli impianti di trattamento dei rifiuti –. Alla Regione bisogna spiegare bene come stanno le cose. L’azienda ci ha presentato un piano di gestione della transizione vergognoso che non è in grado di darci risposte, per cui le cercheremo altrove. La Regione è proprietaria dell’impianto e deve farsi carico dei problemi. Allo stato delle cose per i lavoratori non ci sono certezze. Poiché l’azienda non può darle, le chiederemo alla Regione. Alla quale chiederemo anche di non smantellare le due vecchie linee il cui utilizzo potrebbe rendersi necessario di fronte a un’emergenza legata ad avarie e fermate del nuovo impianto o altro». Spostare il fronte della vertenza, però, non sarà facile. Alla richiesta di farsi carico dei lavoratori in esubero durante il periodo di transizione la Regione ha già detto di no al presidente della Tossilo. (t.g.t.)
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