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Padre e figlio davanti ai giudici per un fucile illegale

Padre e figlio davanti ai giudici per detenzione di arma clandestina e munizioni. Nell’ottobre dello scorso anno, durante un’operazione, i carabinieri avevano trovato nei pressi di un terreno dei...

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Padre e figlio davanti ai giudici per detenzione di arma clandestina e munizioni. Nell’ottobre dello scorso anno, durante un’operazione, i carabinieri avevano trovato nei pressi di un terreno dei proprietà di Giovanni Angelo Are, difeso dall’avvocato Andrea Puledda un fucile con matricola abrasa e 124 cartucce. L’uomo venne arrestato ma dalle successive indagini da parte dei militari e dagli esperti del Ris di Cagliari, era emerso che nell’involucro che custodiva l’arma e le munizioni c’erano impronte riconducibili al figlio Massimo, difeso dall’avvocato Angelo Manconi. Ieri in aula i testi della difesa: un perito incaricato di verificare se il punto in cui gli inquirenti avevano trovato l’arma fosse di pertinenza degli imputati e soprattutto stabilire se quel terreno dove gli Are avevano un piccolo casolare dove tenevano dei cani da caccia, fosse accessibile, aperto a tutti.

«Quel tratto si trova all’esterno della proprietà catastale degli Are – ha dichiarato il perito – e una parte dello stesso non era chiusa da recinzione». A questa hanno fatto seguito le testimonianze di alcuni vicini di casa dei due imputati e di alcuni amici che, di volta in volta, si recavano nel terreno per lasciare da mangiare per i cani. «Sapevo che Massimo aveva dei cani da caccia e mi ero messo d’accordo con lui per portare dei resti di cibo», ha detto uno.

«Si all’esterno del “rifugio” ogni tanto si accumulavano buste di plastica con dentro il cibo per gli animali». L’udienza è stata rinviata al 18 marzo per la discussione.

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