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Nuoro

Abbattimenti sospesi? No, la task force va avanti

di Mattia Sanna
Abbattimenti sospesi? No, la task force va avanti

Orgosolo, il commissario Felice Corda sta incontrando gli allevatori irregolari Le trattative stanno rallentando l’attività di riduzione dei maiali malati

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ORGOSOLO. Peste suina. Appena insediato, il commissario straordinario del Comune ha affrontato il problema più sentito dalla popolazione e incontrato immediatamente i pastori con l’obiettivo di debellare una piaga sempre infetta da quasi 40 anni. E subito ha preso contatti con i responsabili dell’Unità di progetto regionale che si sta occupando di portare a compimento l’ambizioso Piano di eradicazione dell’epidemia. «Ho ottenuto una sospensiva finalizzata a completare i contatti con gli allevatori che si stanno mettendo in regola» ha spiegato in mattinata Felice Corda, commissario del Comune e già direttore regionale dell’Ente foreste. Ma in serata ha fatto una repentina marcia indietro, che apre molti interrogativi sulla gestione del Piano di eradicazione della peste suina e lascia intuire quanto alta sia la tensione sulla battaglia in corso. Falchi contro colombe mentre si continua a trattare per evitare che possano scoppiare tumulti e che le tensioni possano trasformarsi in violenze.

«Con riferimento alla Peste suina nel Comune di Orgosolo e soprattutto alla notizia di un mio intervento con il quale avrei chiesto “informalmente alla Regione lo stop agli abbattimenti e/o la sospensione dell’intervento di tale attività” preciso di non aver mai chiesto e di non poter chiedere nè formalmente nè informalmente azioni contrarie che di fatto sono fissate per legge e quindi obbligatorie per l'Unità di progetto per l'eradicazione della Peste suina africana – ha spiegato in serata Felice Corda –. Come è noto né i sindaci né, ovviamente, i commissari sono tenuti al corrente delle attività di depopolamento previste nel Piano. È un dato di fatto che non sono in corso attività di depopolamento e questo agevola la possibilità di trovare soluzioni che, nel rispetto delle norme, possono favorire il mio lavoro di analizzare concretamente e in modo più approfondito il problema del pascolo brado – ha sottolineato il commissario –. Ho richiesto alla comunità orgolese una collaborazione che mi consenta di aprire un dialogo e di predisporre una soluzione condivisa dai cittadini e dalla componente pastorale, nei limiti delle leggi vigenti»

Uno stop improvviso all’attivismo del commissario nominato solo qualche settimana fa dalla Regione per garantire il funzionamento del comune di Orgosolo, all’indomani delle dimissioni del sindaco Dionigi Deledda e dell’intera maggioranza a causa delle ripercussioni di un’inchiesta della magistratura su alcuni appalti, tra i quali quello scatenante è stato il rifacimento del campo di calcio in erba sintetica. Felice Corda aveva subito fatto capire di non volersi limitare all’ordinaria amministrazione fino alle elezioni e, accettando il delicato incarico, si era immediatamente immerso nella realtà orgolese con l’obiettivo di risolvere i problemi che angustiano la comunità. E l’epidemia di peste suina africana è il problema più grosso, visto che danneggia pesantemente gli allevamenti e incide gravemente sull’economia. Un freno per lo sviluppo del comparto agropastorale e in particolare per il settore suinicolo che al momento conta 110 aziende regolari. La sfida del commissario è quella di coinvolgere anche quella fetta di allevatori, rimasti fuori dall’azione legalizzatrice, che riguarda numerosi allevamenti con un notevole numero di capi. «Da quando mi sono insediato – ha detto il commissario straordinario – ho avviato i contatti con i proprietari di maiali allevati ancora al pascolo brado. Ho voluto parlare con le persone coinvolte, perché ritengo che l’obiettivo del debellamento della peste suina si può raggiungere solo dialogando con le parti in causa. Ho così potuto apprezzare la consapevolezza dimostrata dai pastori rispetto alla necessità urgente di mettersi in regola. E la volontà di molti a far emergere le attività rimaste finora nell’ombra».

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