La Nuova Sardegna

Nuoro

Fiaccolate contro la politica dei tagli

di Lamberto Cugudda

Manifestanti vestiti a lutto e con una candela nei 23 centri che hanno aderito all’iniziativa “Giù le mani dall’Ogliastra”

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Una fiaccolata, tenutasi in contemporanea, a partire dalle ore 20, in tutti e 23 i centri dell’area territoriale (più la frazione baunese di Santa Maria Navarrese) ieri sera ha simbolicamente unito l’Ogliastra in una forte e silenziosa protesta tesa alla salvaguardia dei propri presìdi essenziali. In questo caso l’ospedale Nostra Signora della Mercede e il tribunale di Lanusei. Già dai giorni scorsi, in diverse attività commerciali e in numerosi profili facebook, anche di associazioni e società sportive, è comparso il logo “Giù le mani dall’Ogliastra. Fiaccolata per la difesa dei nostri presìdi. Scendiamo in piazza per dire No. L’ospedale non si tocca. Il tribunale non si tocca. L’Ogliastra non si tocca. Noi non molliamo».

L’appuntamento è stato dato, nei 23 centri, in varie piazze. Vestiti a lutto e con una candela in mano, i partecipanti hanno così evidenziato, per l’ennesima volta, la grande “sofferenza” dell’intera area provinciale contro il declassamento dell'ospedale di Lanusei e il taglio del tribunale. Il comitato “Giù le mani dall’Ogliastra”, già da due giorni, aveva fornito delle direttive valide per tutte le fiaccolate nei centri dell’area ogliastrina. «La fiaccola o la candela – è stato evidenziato – va portata da casa (anche se stiamo cercando di mettere a disposizione tutte quelle che possiamo). Il colore da indossare è il nero: se non avete il giubbotto nero va bene anche una sciarpa nera, o altro accessorio. Per i bambini lo slagan è “Io non sono un numero”, ma i cartelloni, gli striscioni e le bandierine che avete già preparato vanno benissimo anche se hanno slogan diversi. Si raccomanda la massima puntualità e partecipazione.Vi aspettiamo alle ore 20 in tutti i nostri paesi». Altre manifestazioni si erano svolte con amministratori e cittadini negli ultimi mesi per ribadire le condizioni di isolamento dell’intera area provinciale dell’Ogliastra anche dal punto di vista dei collegamenti con i centri della zona ma anche con Cagliari e Nuoro. Oltre all’aeroporto di Tortolì chiuso ininterrottamente da quattro anni e quattro mesi, e al porto di Arbatax. La protesta era culminata, la scorsa settimana, con lo sciopero della fame portato avanti dal sindaco di Lanusei, Davide Ferreli, e del suo vice, Salvatore Acampora, interrotto dopo sei giorni in seguito all'impegno assunto dalla commissione Sanità del consiglio regionale per evitare il declassamento dell'ospedale Santa Maria Mercede da struttura di primo livello a struttura di base.

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