La Nuova Sardegna

Nuoro

I lavoratori della Tossilo pronti alla mobilitazione

di Tito Giuseppe Tola
I lavoratori della Tossilo pronti alla mobilitazione

Macomer, ieri la fermata simbolica: nessuna certezza sul futuro di 18 operai Chiesto l’intervento immediato della Regione, che non ha ancora dato risposte

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MACOMER. Quella di ieri è stata una fermata simbolica per richiamare l’attenzione delle forze politiche e della Regione sulla situazione che si è creata alla Tossilo, ma i lavoratori dell’inceneritore sono pronti ad azioni più incisive che avrebbero conseguenze imprevedibili sui Comuni che conferiscono i rifiuti all’impianto di Macomer. Allo stato delle cose l’impianto è fermo con le due linee spente. Sul futuro dei 18 lavoratori addetti alla produzione non ci sono certezze nè risposte da parte della Regione, proprietaria dell’impianto, alle sollecitazioni dei sindacati.

La protesta dei lavoratori. Ieri di fronte ai cancelli dell’impianto nella zona industriale di Tossilo i lavoratori hanno manifestato chiedendo fatti che non arrivano. Due le domande alle quali chiedono risposte da parte della Regione: «Quando entrerà in funzione il nuovo impianto?». «Finiti lavoratori, le maestranze in esubero per la fermata delle linee rientreranno tutte o non ci sarà posto per tutti?».

Politici solidali. Ieri mattina hanno portato la solidarietà ai lavoratori che manifestavano di fronte ai cancelli il sindaco Antonio Succu, il consigliere di minoranza Giuseppe Pirisi e il consigliere regionale Gian Franco Congiu al quali i sindacati hanno chiesto di farsi portavoce a Cagliari per ottenere in tempi brevi un incontro con la Giunta regionale.

I sindacati accusano. Parlando anche a nome delle altre sigle sindacali (Fit Cis, Fiadel e Cgil FP) che hanno proclamato lo stato di agitazione, il segretario provinciale della Uil Trasporti, Franco Cappai, ha sottolineato che è assurdo che si sia chiuso il bilancio del 2014 con un attivo di 25 euro per arrivare, meno di un anno dopo, a un passivo di 800 mila euro. «Ci sono responsabilità che vanno individuate – ha detto –, per errori e scelte di gestione sbagliate non devono pagare i lavoratori che non hanno colpa. La trattativa con l’azienda, è congelata. La vertenza è aperta e abbiano chiesto al Prefetto di farsene carico. Che la Regione intervenga e ci convochi al più presto».

Gli stipendi d’oro. Ieri la protesta è stata contenuta nei limiti di una manifestazione che vuole dare visibilità alla preoccupazione dei lavoratori, ma gli scenari potrebbero cambiare. Finché non c’erano problemi, dall’impianto non trapelava nulla, ma con le incertezze sul futuro del lavoro di 18 persone volano gli stracci. Ieri hanno fatto discutere le notizie sugli stipendi d’oro dei vertici dell’azienda, che per i lavoratori sarebbero i responsabili della situazione attuale. Molte anche le domande alle quali manca una risposta.

Riavviare le due linee. I sindacati, intanto, chiedono che le due linee non vengano smantellate. Si chiede si sottoporle a manutenzione per tenerle in funzione finchè non sarà realizzato il nuovo impianto per poi mantenerle in efficienza come “ruote di scorta” in caso di fermate per manutenzioni. Per rinnovare parti di impianto usurate vengono accantonati 5,16 euro a tonnellata di rifiuto trattato. Da cinque anni non si fanno lavori, per cui dovrebbero essere accantonati non meno di 500 mila euro da utilizzare per fare manutenzione alle linee impiegando il personale in esubero. Anche su questo è silenzio.

La parola alla Regione. Che il problema di fondo sia da ricercare nella gestione è stato detto anche in Consiglio comunale dal sindaco e dalla maggioranza. La parola a questo punto passa alla Regione dalla quale si attende una convocazione in tempi brevissimi e prima che la situazione degeneri.

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