La Nuova Sardegna

Nuoro

Desulo, tutti i sindaci solidali con Littarru: «Serve più vigilanza»

di Giovanni Melis

Incontro delle comunità della Barbagia Mandrolisai Resta sempre alta la tensione per la lotta alla peste suina

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DESULO. Anche i sindaci della comunità montana Barbagia Mandrolisai, si sono stretti attorno a Gigi Littarru, sindaco desulese vittima dell'attentato di venerdì scorso. Ieri diversi amministratori del comprensorio medio barbaricino si sono recati a Desulo e hanno incontrato Littarru.

«Condanniamo senza mezzi termini quanto accaduto – ha detto il presidente dei sindaci del distretto Angelino Nocco – manifestando piena solidarietà e sostegno a Gigi. Auspichiamo che gli enti sovraordinati vigilino sui nostri territori e non lascino mai nessuno di noi, solo nelle battaglie importanti per il territorio». Parole di conforto erano state espresse anche da Alessandro Corona, sindaco di Atzara per il quale «in tempi difficili nessun sindaco può permettersi di esser abbandonato al suo destino. In un tempo in cui i diritti divengono solo cose da tagliare, le imposizioni e i tagli dimezzano l'attività amministrativa, riducendo i sindaci a meri esattori o applicatori di leggi, le amministrazioni centrali abbiano l'accortezza di non esporre alcuno di noi a responsabilità che non gli appartengono. Detto ciò, rifiutiamo ogni logica di violenza che porti a malessere e malumori nei nostri centri. Abbiamo una eccellente qualità della vita dalle nostre parti e vogliamo amministrare le nostre piccole povertà con rettitudine e dignità, sempre dialogando con tutti, tranne che con i violenti». Parole di solidarietà sono giunte anche dal sindaco di Ovodda Maria Cristina Sedda e da quello di Tiana Francesco Zucca. Nel frattempo è febbrile l'attesa degli allevatori per la risoluzione della questione sulla peste suina. In tanti hanno ormai decimato le mandrie di maiali, anche per evitare ulteriori blitz. E chiedono a gran voce un incontro istituzionale per evitare ulteriori abbattimenti. Prevale la linea del dialogo, chiedendo delle risposte al progetto di brado regolamentato inviato in regione. Si chiede anche un maggiore controllo veterinario per i capi. Agli allevatori appare infatti incomprensibile la decisione di abbattere esemplari totalmente sani, senza neppure un prelievo ematico e senza neppure sottoporli a quarantena. Doglianze che saranno poi riferite anche all'Unità di progetto che, allo stato, non intende recedere dai piani intrapresi.

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