«L’Asl non vuole aiutare mia sorella» «La stiamo curando»
Clamorosa protesta del fratello di una ragazza anoressica E in mattinata blitz della Procura per le lettere anonime
NUORO. «Mia sorella è anoressica e rischia di morire se l’Asl non autorizzerà il suo trasferimento in una struttura della penisola specializzata nella cura di questa patologia, nella quale è già stata assistita con grande professionalità». La protesta di A.C., 35 anni, di Ottana, è esplosa in tarda mattinata nella sede dell’Asl 3, in via Demurtas. «Dopo l’ennesimo diniego da parte dei vertici dell’Asl al trasferimento – ha spiegato l’uomo – ho deciso di chiamare la polizia e preparare una circostanziata denuncia che oggi depositerò in Procura. Mia sorella sta combattendo contro quel male subdolo che ha ricominciato a tormentarla e che solo a Parma sono riusciti a regolare, facendola stare bene, ma adesso l’Asl non vuole concederle l’autorizzazione per la copertura delle spese delle cure».
La replica. La risposta dell’Azienda sanitaria non ha tardato ad arrivare. «In riferimento alla protesta all’ingresso della Direzione generale di via Demurtas da parte di un familiare che lamenta presunte inadempienze nell’erogazione di cure richieste per una persona residente in questa Asl – hanno precisato dall’Azienda –. Al fine di contribuire a una corretta ricostruzione della vicenda si precisa che la persona è attivamente seguita da un Csm (Centro di salute mentale) dell’Asl 3 e ha superato la fase acuta durante la quale era anche stata ricoverata in una struttura appropriata.
La struttura presso la quale i familiari richiedono l’invio della paziente, dopo la richiesta della opportuna documentazione è emerso che non risulta convenzionata con alcuna Asl. I familiari della ragazza – hanno sottolineato i vertici dell’Asl – riferiscono di voler accedere a un secondo parere presso una struttura extra regione, che viene dichiarata di loro completa fiducia. Questa Azienda sanitaria sta comunque erogando l’assistenza nel massimo rispetto dei criteri medici, deontologici e delle normative».
La denuncia. «Mia sorella sta malissimo da quando viene curata in Sardegna – ha replicato A.C. dopo aver incontrato i vertici dell’Asl nuorese –, ma non ne vogliono sapere perchè i medici che la stanno seguendo non lo ritengono necessario. In passato è stata curata nel centro specializzato di Parma, dove vorremmo farla trasferire, ed è migliorata fino quasi a guarire. Ma ora ha avuto una ricaduta. I dirigenti dell’Asl di Nuoro ci hanno sempre rimborsato tutte le spese, riconoscendo che la Sardegna non ha un centro specializzato per l'anoressia. Ora invece mi è stato detto che può essere curata benissimo anche a Nuoro e che mia sorella vuole andare a Parma deve farlo a sue spese».
Il paese. La ragazza è conosciuta e tutti si sono sempre mobilitati per aiutarla. Di recente è stata inserita in un progetto sociale lavorativo nel quale è coinvolto anche il comune. Un progetto condiviso che, a quanto pare, stava dando buoni frutti e metteva ogni giorno la ragazza a contatto con la gente. Ecco perché in paese la denuncia pubblica del fratello è arrivata come un fulmine a ciel sereno. E chiaramente i servizi sociali del Comune si trincerano dietro la privacy per tutelare la ragazza che, a detta di chi la conosce, vive in un ambiente sereno che la sta aiutando a recuperare la voglia di vivere».
Il blitz. In tutto questo trambusto, negli uffici della Direzione generale dell’Asl 3 è quasi passato inosservato il blitz delle forze dell’ordine inviate dai magistrati della Procura della Repubblica. Con un provvedimento in mano, hanno perquisito e, pare anche sequestrato, documentazione e il computer dell’ex direttore sanitario. Sulla vicenda viene mantenuto il massimo riserbo ma il blitz potrebbe essere collegato alle lettere anonime circolate negli ultimi mesi e nelle quali venivano presi di mira i dirigenti dell’Asl nuorese. (plp)
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