L’Arpas continuerà i controlli
Misura delle emissioni anche dopo lo spegnimento di Tossilo
MACOMER. Le emissioni del processo di incenerimento dei rifiuti della Tossilo e la loro ricaduta su Macomer vengono controllate da una centralina che l’Arpas ha installato negli anni scorsi a Santa Maria, che è poi il rione più esposto in direzione Sud e quindi quello che dovrebbe risentirne maggiormente. Con lo spegnimento delle due linee di incenerimento e il conseguente fermo impianto, che durerà non meno di tre anni, le emissioni sono cessate. Il sindaco, Antonio Succu, ha però chiesto all’Arpas di tenere in funzione la centralina e di continuare con le misurazioni in modo da poter raffrontare i parametri qualità dell’aria anche nei periodi in cui non si bruciano i rifiuti e vedere quindi quali sono le conseguenze ambientali di un inceneritore in funzione e se ci sono differenze quando questo viene fermato. La richiesta è stata accolta. L’Arpas andrà avanti con le misurazioni periodiche anche negli anni in cui non ci saranno emissioni. Dopo qualche mese di fermo impianto e nei prossimi tre anni sarà interessante comparare i dati relativi alle misurazioni eseguite negli anni in cui l’inceneritore era in marcia e nel periodo in cui si è smesso di bruciare rifiuti. Il controllo della qualità dell’aria eseguito dalla centralina di Santa Maria rientra nell’attività di un progetto per la valutazione della qualità dell’aria e dell’ambiente portato avanti dalla Regione, dal Ministero dell’Ambiente, dall’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) e dall’Enea. La scelta di installare una centralina a Macomer è legata alla presenza di aree industriali con «carichi emissivi di notevole entità», che nel caso di Macomer deriverebbero dall’inceneritore. Alla stazione di Macomer installata in via Caria l’Arpas attribuisce «un ruolo attivo e prioritario» per cui si è deciso di dare continuità all’attività di monitoraggio. (t.g.t.)
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