La leva del 1976 festeggia i 40 anni di “Corellas”
DESULO. Quando la partita si metteva male, il compianto Antonello Casula, noto Squachero, gettava l’occhio sulla panchina. E guardava verso un ragazzo smilzo, dall’aria quasi triste e il sorriso...
DESULO. Quando la partita si metteva male, il compianto Antonello Casula, noto Squachero, gettava l’occhio sulla panchina. E guardava verso un ragazzo smilzo, dall’aria quasi triste e il sorriso contagioso. E lui, capiva che era il suo momento. Si alzava lentamente, guardando verso il pubblico che lo incoraggiava. In campo si collocava nel limite dell’area di rigore e aspettava: l'immancabile cross arrivava sempre. E lui, bruciato sul tempo l’incredulo difensore, metteva la palla in rete. Francesco Floris, noto Corellas era un avvoltoio dell’area da rigore. Uno che tendeva a sottovalutarsi, per l'aspetto mite e il fisico magro. Ha appeso le scarpette al chiodo dal calcio giocato da tempo, ma non esiste torneo di calcetto senza di lui. Ieri “Corellas” ha compiuto 40 anni. Come al solito, non si è fatto mancare una “spina” ghiacciata in “Topaia”, due chiacchiere con il barista Gigi Casula, giornali davanti agli occhi a leggere della Juventus e di Valentino Rossi, i suoi miti. Poi un salto alla pizzeria s'Abile dell’ex compagno di squadra Carlo Floris. Gli amici lo festeggeranno oggi a s’Iscra. (g.m.)
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