La Nuova Sardegna

Nuoro

«Troppe multe per vere inezie»: scoppia la rivolta dei fruttivendoli

di Francesco Cabras

Piana e Capelli (Confesercenti): «Le nuove disposizioni stanno ammazzando l’intera categoria» «Anche per violazioni di poco conto, come la variazione di un numero civico, si rischiano sanzioni»

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NUORO. Sono in arrivo multe salate per gli operatori ortofrutticoli non in regola con le disposizioni dettate da Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), il cui controllo è demandato ad Agecontrol che in questi giorni sta svolgendo in tutta la provincia le verifiche di conformità alle norme di commercializzazione dei prodotti. Dura la presa di posizione del presidente e direttore di Confesercenti Nuoro-Ogliastra, Dario Capelli e Gian Battista Piana.

«Non bastavano gli aumenti delle tasse locali – è scritto in una nota - ci mancava l’Agecontrol a dare il colpo di grazia a un settore già ampiamente mortificato da abusivismo, crisi dei consumi e incremento abnorme delle tasse locali». I responsabili dell’associazione non se la prendono con i normali controlli sulla qualità della merce in vendita, ma per le pesanti sanzioni applicate di fronte a «violazioni di poco conto». Dal 2002 gli operatori ortofrutticoli con fatturato annuo superiore ai 60mila euro devono obbligatoriamente iscriversi alla banca dati della categoria a cui devono essere comunicate, entro 60 giorni, anche tutte le variazioni di dati intervenute successivamente all’iscrizione. «Per la mancata comunicazione di una semplice variazione di un numero civico – spiega Piana – è prevista una sanzione di oltre 500 euro, come è successo nei giorni scorsi a Siniscola. Impensabile se teniamo conto che la stessa violazione è punita dalla Camera di commercio con una multa di 50 euro». L’associazione di categoria sostiene e promuove i controlli in materia di sicurezza alimentare «ma – dichiarano i responsabili – pensare che per esempio la mancata comunicazione di un dato come una modifica della compagine sociale, peraltro già comunicato all’Agenzia delle entrate e al Registro delle imprese, possa determinare una sanzione superiore all’incasso lordo settimanale ci sembra veramente eccessivo».

Un altro caso registrato di recente riguarda una rivendita di Budoni, al cui titolare, stando a quanto riferisce Confesercenti, è stata comminata una multa di 1800 euro per non aver esposto in modo adeguatamente visibile in vetrina il cartellino con le indicazioni sul prodotto prescritte a tutela dei clienti. «Il problema – afferma Piana – è che per gli ispettori sanitari della Asl che periodicamente controllano la stessa rivendita tutto era in regola». Confesercenti conviene col fatto che Agecontrol stia applicando norme esistenti, meno sulla circostanza che «oramai nel settore dei controlli alimentari non si riesce più a capire chi fa che cosa – dicono i responsabili - nello sconcerto generale degli addetti che si trovano a relazionarsi con diversi organi di controllo ognuno con la propria visione delle cose, il tutto in un paese dove solo a parole si abusa del termine semplificazione».

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