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Barca: «I piccoli Comuni condannati al’estinzione»

Barca: «I piccoli Comuni condannati al’estinzione»

Grido d’allarme del sindaco di Sarule: «La riforma distrugge i borghi dell’interno» L’unica soluzione è la collaborazione: «Uniamoci, al di là delle beghe personali»

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NUORO. I piccoli comuni rischiano di sparire. È il grido d’allarme del sindaco di Sarule Mariangela Barca che, in una lettera aperta, sottolinea le distorsioni della riforma degli enti locali approvata un mese fa dal Consiglio regionale.

«La riforma degli enti locali disegna una nuova geografia politica che prevede, da un lato, la città metropolitana di Cagliari e la rete metropolitana di Sassari e, dall’altro,ordina ai comuni della Sardegna centrale e delle zone interne di associarsi in unioni dei comuni per garantirsi la sopravvivenza». La logica della riforma, scrive il sindaco, «è che i piccoli comuni sono troppo dispendiosi e che, pertanto, si devono associare per risparmiare risorse e gestire insieme i vari servizi». Il pericolo, per Mariangela Barca, è che «questo sia un primo passo per arrivare alla scomparsa dei piccoli borghi, come Sarule, che saranno costretti a fondersi e a dar vita a nuove entità territoriali». Un disastro che si tradurrebbe nella scomparsa delle tradizioni locali. «È triste pensare che mentre si fa di tutto per proteggere le specie animali in estinzione, tale sensibilità non si abbia per le zone interne, condannate per legge all’estinzione».

Mariangela Barca si appella quindi agli amministratori e ai sindaci dei piccoli comuni affinché, insieme, «si combatta per evitarne la scomparsa».

La paura della Barca è che le Unioni dei comuni, che dovranno nascere sulla base della nuova riforma, aggravino i problemi già esistenti. Invece, dice il sindaco, «le unioni dei comuni, alle quali non ci possiamo sottrarre, devono servire a valorizzare e promuovere i songoli enti individuando strategie di collaborazione per la crescita». Questo però, avverte il sindaco, richiede che «gli amministratori dimentichino la ricerca di poltrone, l’obbedienza agli ordini dei partiti di appartenenza, le beghe personali». Un attacco durissimo quello di Mariangela Barca che si augura di poter collaborare con tutti gli altri sindaci «per individuare, insieme, i bisogni dei territori e le strategie per soddisfarli».

La prima difficoltà sarà quella di creare unioni omogenee: i comuni non dovranno essere troppo distanti tra loro (perché questo creerebbe difficoltà alla gestione associata dei servizi) e non dovrebbe esserci nessuna amministrazione in grado di prevalicare sulle altre. Per il sindaco Barca la soluzione ideale per Sarule sarebbe quella di unirsi ai comuni di Orotelli, Ottana, Orani, Oniferi Olzai, Ollolai, Gavoi e Lodine. «In questo modo potremmo trovare insieme le soluzioni per ridare vitalità ai nostri territori e per riprendere a sperare in un futuro migliore, arginando lo spopolamento». «Un’unione di piccoli comuni – conclude la Barca– tutti con pari dignità, senza prime donne, né logiche di spartizione».

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