Minoranza all’attacco: serve più informazione
Lula, il gruppo di opposizione sollecita un consiglio straordinario allargato a tutti i cittadini
LULA. La minoranza (Gavino Porcu-Elvira Calia-Pina Bandinu -Sergio Moro) va all’attacco e chiede un consiglio straordinario allargato a tutti i cittadini. Un attacco a 360 gradi, partendo da citazioni del documento “Lula più trasparente” laddove «il dovere dell’informazione è una premessa del diritto dell’informazione». Tra gli obiettivi ci sono: trasparenza concreta dei percorsi decisionali e maggiore interazione tra cittadini e amministratori, sensibilizzare la popolazione al bilancio partecipativo, attivare i tavoli di progettazione partecipata per una condivisione delle scelte importanti sul bilancio di previsione.
«Peccato che tali citazioni – precisa la minoranza – non siano mai state rivestite di significato concreto, non abbiamo mai percorso le giuste direzioni e mai raggiunto gli interlocutori: i cittadini, mai partecipi o promotori. Di conseguenza, parole mai diventate obiettivi, polverizzate nell’oblìo della Non Azione».
I quattro rimarcano che spesso hanno chiesto di essere informati «insieme a tutti i cittadini», non in una piazza virtuale, «ma in un luogo dove tutti si potessero riconoscere, esprimere liberamente in un percorso di condivisione o anche di dissenso, in modo critico e costruttivo, in ogni caso democratico».
Viene ricordato l’unico incontro (21 gennaio), «a seguito del tragico episodio che ha colpito un nostro concittadino. In tale occasione è stata espressa unanime condanna. Sono scaturite profonde riflessioni sul malessere sociale che pesa sulla comunità e la necessità di affrontare le problematiche in successivi incontri che l’amministrazione si era impegnata a calendizzare». Quindi un’amara riflessione: «A oggi non c’è stato alcun segnale». Ed ecco i problemi reali da affrontare insieme: «A partire dal ciclone Cleopatra si è registrato disinteresse totale da parte dell’amministrazione. Mai nessuna azienda è stata visitata, mai nessuna stima sui danni subiti da gran parte degli allevatori. I pochi aiuti che sono pervenuti sono stati offerti da amicizie private, solidarmente suddivisi con chi si trovava in maggiore difficoltà. L’unico aiuto dato dal comune è stato un Tir di fieno di scarsa qualità».
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