Porto di Cala Gonone il dibattito infiamma il consiglio comunale
Nonne: «Non va bene la formula dell’appalto-concorso L’unica strada da percorrere è il project financing»
DORGALI. Le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Dorgali si avvicinano: sarà anche per questo che si accende il dibattito sul porto di Cala Gonone. L'intervento è di Gian Michele Nonne consigliere di minoranza che anche alla luce delle recenti dichiarazioni del sindaco Angelo Carta sull'eventualità di un intervento di una multinazionale cinese si chiede se l'ampliamento sia da fare oppure no. «Io dico sì, certamente non a tutti i costi, certamente nel rispetto dell'ambiente e della nostra comunità. Con quale progetto? Con il vecchio progetto? Quello che ha visto deserte ben due gare pubbliche? Quello che avrebbe svuotato la discarica delle cave di Orosei? Quello che avrebbe dovuto creare una montagna di massi larga oltre 100 metri sul fondo del mare? Ritentare con quel progetto sarebbe una perdita di tempo, e la nostra comunità non se lo può permettere. Quel progetto con la formula dell'appalto concorso, non va bene, bisogna prendere atto che nessuna impresa era interessata a quel progetto, in quanto molto oneroso, poco remunerativo e troppo impattante per via delle migliaia di metri cubi di massi per realizzare la nuova diga foranea».
Per Nonne, pensare che sia un investimento pubblico a realizzare l'ampliamento del porto è al giorno d'oggi pura fantascienza, «quando erano disponibili le risorse pubbliche una certa parte Gonone ha osteggiato la realizzazione, purtroppo riuscendovi. Oggi quelle stesse forze si che vogliono il monopolio del porto sono in azione, per osteggiare qualsiasi tentativo di ampliamento del porto. A Cala Gonone serve un porto più grande? Si, ma non come quello di Arbatax che ha uno specchio acqueo di 25 ettari, quello si che sarebbe impattante, alla nostra comunità non serve un porto industriale. Per il consigliere di minoranza a Cala Gonone serve un porto turistico adeguato, moderno e più capiente di quello attuale, basti pensare che il porto turistico di Santa Maria Navarrese ha uno specchio d'acqua di 5 ettari. Il porto di Cala Gonone ha un'estensione di poco più di un ettaro. La nostra è una struttura superata, inefficiente e inadeguata per capienza e per tecnologie. Dove gran parte degli operatori non possono ormeggiare i loro mezzi di lavoro. «L'unica strada che rimane da percorrere al Comune per realizzare l'ampliamento del porto è il project financing, che a differenza dell'appalto concorso lascia al privato la stesura e la realizzazione del progetto che potrà essere messo a bando di gara».
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