Cgil: «A Ottana l’Eni ha lasciato rovine, ora via alle bonifiche»
Incontro sul caso amianto nello stabilimento ex Enichem L’autocritica del segretario: «In passato abbiamo sbagliato»
OTTANA. «Forse in passato non abbiamo capito. Forse, su questo problema, non abbiamo fatto abbastanza. Ma una cosa è certa: siamo qui per fare sinergia, senza conflitti e senza strumentalizzazioni, per dire mai più morti per amianto nelle fabbriche». Questo il passaggio più forte e significativo della relazione del segretario provinciale della Cgil di Nuoro, Salvatore Pinna, al convegno sull’amianto che si è tenuto nello stabilimento ex Enichem di Ottana per iniziativa della camera confederale del lavoro di Nuoro. Un'autocritica, quella del leader della Cgil, per ciò che il sindacato non ha fatto nel passato in materia di ambiente e, soprattutto, un impegno per il presente e per il futuro volto a mandare avanti, insieme a tutti i soggetti impegnati su questo delicato problema, le battaglie per riconoscere i diritti e i benefici che spettano per legge ai lavoratori ex esposti all'amianto. Un impegno che va oltre le iniziative per riconoscere le tutele finora negate ai lavoratori di Ottana. «Siamo qui - ha sottolineato il segretario provinciale della Cgil di fronte a una folta platea di ex lavoratori di Ottana - per dire basta alle morti sul lavoro e per rivendicare l'armonia tra lavoro, ambiente, salute e sicurezza». Parole scandite con emozione perché pronunciate al termine del coinvolgente recital musicale che ha raccontato la storia di un operaio che, di amianto, è morto alle soglie della pensione. Un racconto nel quale gli ex lavoratori di Ottana hanno ripercorso gli anni della loro vita dentro la fabbrica. Il convegno della Cgil è stato aperto dal racconto in musica "Amianto" interpretato da Felice Montervino e Alessandro Muroni e tratto dal romanzo di Alberto Prunetti "Amianto. Una storia operaia" che racconta la storia vera di Renato, un operaio metalmeccanico «che scioglieva elettrodi a pochi passi da gigantesche cisterne di petrolio, respirando zinco, piombo e fibre di amianto». Renato è morto a 63 anni come tanti, troppi, operai di Ottana. Un ex operaio è morto qualche settimana fa, a 62 anni. Malattie asbesto correlate, non riconosciute, a Ottana, al fine delle tutele sanitarie e previdenziali. Al contrario di altri siti industriali che questi diritti li hanno ottenuti da tempo. Una lotta per la parità che, da queste parti, dura da 24 anni. Molti passi devono essere ancora fatti. E la Cgil è pronta a fare la sua parte fino in fondo. Soprattutto nel settore della prevenzione. «Dobbiamo guardare al lavoro in sicurezza - ha sottolineato Pinna - senza mettere mai più a rischio i lavoratori». Un principio basilare per la Cgil che deve coniugare insieme «l'industria con le alte risorse del territorio», mettendo al primo posto le bonifiche del territorio. «L'Eni – ha continuato Pinna – ha lasciato rovine. Ora deve impegnarsi per mettere le risorse necessarie per le bonifiche». Durissime le parole di Renzo Puggioni ex operaio Montefibre che ha denunciato i ritardi e le inadempienze delle istituzioni nei confronti dei lavoratori di Ottana esposti all'amianto. «Se lo Stato è stato canaglia – ha dello l'ex operaio – la Regione non lo è stata di meno».
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