I familiari: «Ora vogliamo tutta la verità»
Per la Procura l’allevatore di Villanova Strisaili non si è suicidato ma è stato ucciso con una pistola da macellazione
VILLANOVA STRISAILI. «Siamo rimasti di stucco: non lo avremmo mai immaginato», Salvatore Seoni, 66 anni, insegnante in pensione, commenta così la notizia secondo cui suo fratello Carlo non si è ucciso, come si credeva all’inizio delle indagini, ma è stato assassinato. «Mio fratello era benvoluto da tutti. Non sappiamo cosa possa essere accaduto né per quale motivo. Siamo sconcertati».
Carlo Seoni dunque non si è affatto suicidato, anche se tutto faceva pensare il contrario, e la messa in scena che una settimana dopo la sua scomparsa ha portato al ritrovamento del cadavere, riverso su un fiumiciattolo, aveva inizialmente ingannato tutti. L’autopsia ha infatti stabilito che l’allevatore 62enne non è morto per annegamento (nei suoi polmoni non è stata trovata acqua) ma è stato ucciso da un proiettile captivo esploso da una pistola da macellazione. La Procura di Lanusei sta svolgendo indagini per omicidio.
Carlo Seoni era scomparso il 18 novembre dello scorso anno ed era stato ritrovato cadavere il 26 dello stesso mese, dopo sette giorni di ricerche in tutto il territorio della frazione, fino al Gennargentu. Il suo corpo era stato scoperto dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Nuoro, riverso in una piccola ansa fra due rocce nel Rio Sannortzi, affluente del lago Alto Flumendosa, in località Pranu su Chiai. A testa in giù e con una pietra legata intorno al collo. Si era pensato a un suicidio – come riportato anche in un comunicato delle forze dell'ordine – che si pensava fosse avvenuto proprio il giorno della sua scomparsa. Nella nota veniva rimarcato che la morte era avvenuta «per arresto cardiocircolatorio in seguito ad asfissia per immersione in acqua a scopo suicida». E in un primo tempo dunque erano state escluse le ipotesi di incidente o di omicidio, in base al primo esame effettuato sul cadavere. Ma l'esito dell'autopsia ha dato tutt'altra risposta: nei suoi polmoni non c’era acqua e quindi è da escludere la morte per annegamento. Da un'esame più approfondito, in seguito, nel cervello di Seoni è stato trovato un proiettile captivo, oltre a frammenti di cranio.
«Quando è stato ritrovato il corpo di Carlo – continua il fratello Salvatore Seoni – nessuno di noi familiari aveva pensato che potesse essere una tragica messinscena. Tanto che non avevamo chiesto che venisse effettuata l’autopsia sul cadavere».
L’allevatore viveva da solo, era dedito al lavoro e aveva gli animali nella zona di Serra Niedda, all'altezza di Corr'e Boi. Ancora il fratello Salvatore: «Solo adesso capisco perché, nelle scorse settimane, diverse persone del paese mi hanno riferito che era stato chiesto loro se avessero una pistola per la macellazione di maiali e mucche. A quanto mi risulta, Carlo e l'altro mio fratello Angelo, allevatore anche lui, non ne avevano una da almeno un paio d’anni. Ora chiediamo che si arrivi alla verità: vogliamo capire se la morte di mio fratello possa essere stata accidentale o se qualcuno, invece, lo abbia ucciso di proposito, magari attirandolo con un tranello». Salvatore Seoni avanza anche dubbi sul fatto che una sola persona possa aver trasportato il cadavere del fratello sul luogo del ritrovamento. «Di sicuro hanno agito più persone», dice.
Intanto il sindaco di Villagrande Giuseppe Loi commenta la svolta nel caso e chiede che venga fatta luce sula morte dell’allevatore: «È un fatto inaspettato e gravissimo».
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