«Nostro figlio vittima della discontinuità scolastica a Furreddu»
L’amarezza dei genitori dell’alunno considerato iperattivo Duro attacco alle istituzioni e ai genitori degli altri bambini
NUORO. «Siamo i genitori del bambino descritto come “un po’ troppo vivace” e considerato la causa del trasferimento dei bambini facenti parte della sua classe, per chiedere sia fatta chiarezza sulla vicenda che sta interessando le cronache e che in realtà è molto diversa da come appare». Per la prima volta da quando ha avuto inizio la vicenda che sta coinvolgendo gli scolaretti di due scuole elementari della città, “Furreddu” e “Calamida”, i genitori del bambino, ritenuto iperattivo e causa del “fuggi fuggi” generale degli alunni, hanno deciso di raccontare la triste storia che li ha travolti, dopo averli coinvolti.
Classe difficile. «Possiamo affermare che la classe frequentata da uno dei nostri figli ha sempre sofferto, sin dagli anni precedenti, di discontinuità scolastica con insegnanti spesso assenti e programma scolastico seguito non in modo adeguato – hanno spiegato i genitori nella lettera di precisazione –. Basti pensare che in due anni si sono alternati 5 insegnanti di matematica. I genitori di questa classe avevano anche protestato e all’epoca nostro figlio non era ovviamente presente. Fin dal 30 giugno 2015 quasi tutti i genitori avevano richiesto il rilascio del nulla osta per il trasferimento dei bambini, richiesta reiterata il primo settembre e proseguita alla spicciolata nelle settimane seguenti. E nostro figlio non era presente visto che è entrato a fare parte della classe solo il 20 ottobre 2015, quando già era composta da appena 8 alunni, lui compreso».
Il fuggi fuggi. L’esodo in massa, secondo i genitori del bambino, è quindi antecendente e non sarebbe in alcun modo collegato al presunto comportamento violento del piccolo. «Già dal giorno del suo ingresso in classe, il 20 ottobre – hanno insistito i genitori – avevamo rilevato il clima di paura e di ostilità degli insegnanti nei confronti di nostro figlio. Nel disinteresse di tutte le istituzioni scolastiche, compreso il provveditorato regionale che si è attivato solo dopo la pubblicazione di alcuni articoli sulla stampa. All'epoca, la dirigente scolastica era intervenuta affinché nella classe di nostro figlio, fossero sempre presenti 4 insegnanti per 5 bambini poiché dopo circa un mese 3 scolaretti si erano spostati in una classe a tempo normale. Nonostante ciò, la continuità scolastica non era stata garantita ed era continuata la girandola di supplenti con la conseguente mancanza di programmazione scolastica».
Le accuse. Fino a quando i genitori degli altri bambini sono usciti allo scoperto. «Rilasciando dichiarazioni contro nostro figlio, reo di non meglio specificati comportamenti – hanno sottolineato i ganitori amareggiati –. E annunciando di non voler più mandare a scuola i figli: cosa che hanno fatto, lasciando solo il classe il nostro bambino per una decina di giorni. A quel punto abbiamo preso la decisione di utilizzare l’istruzione parentale. Ma non per questi fantomatici comportamenti di nostro figlio, bensì per quelli perpetrati dalla scuola. Abbiamo pensato che questa sia sia lastra per aiutarlo a ritrovare serenità, autostima, autonomia e modalità di interazione sociale adeguate alla sua età. Nel frattempo, altre tre bbambini hanno chiesto e ottenuto il nulla osta per altri istituti mentre l'ultimo, dopo una decina di giorni, ha fatto ritorno in classe, convivendo con nostro figlio per tre giorni. Per poi rimanere solo quando noi abbiamo optato per l’istruzione parentale».
La correttezza. A questo punto, i genitori dello scolaretto ritenuto iperattivo hanno cercato di riportare tutta la vicenda nei binari della correttezza, riportando quanto contenuto in un dettagliato dossier che sarebbe stato inviato al Provveditore regionale. «La dirigente scolastica ha sostenuto che la solitudine del bambino dipende da una scelta opinabile dei suoi genitori – hanno ribadito –. Ma è falso che l’altro bambino sia rimasto solo per garantire l'integrazione di nostro figlio e che il padre abbia fatto di tutto per salvare la classe e l'integrazione. È invece vero il contrario. L’unica vittima è nostro figlio, costantemente rifiutato dagli insegnanti e di riflesso dai genitori degli altri bambini. Sono stati loro ad aver scioperato e lasciato nostro figlio da solo. E il vice provveditore regionale si è dimenticato delle denunce dei soprusi subiti da nostro figlio sin dal primo giorno di scuola.
La solitudine. «E proprio chi ha lasciato nostro figlio da solo – hanno stigmatizzato gli amareggiatissimi genitori del bambino iperattivo – quando la stessa situazione ha coinvolto i loro figli hanno protestato a gran voce. Mentendo, visto che hanno detto di aver fatto il possibile per garantire l'integrazione dei bambini e della classe. E invece è accaduto il contrario. E non si sono fatti scrupolo del fatto di lasciare da solo in classe nostro figlio e, successivamente, di darlo in pasto all'opinione pubblica facendo intendere che la colpa di tutto sia la sua.
La verità. «Non è così – hanno concluso –. Ma la nostra versione dei fatti, comprovabile da istanze, richieste, offerte di collaborazione e messa a disposizione di strumenti, mezzi e professionisti, è stata fatta passare in secondo piano. Mentre la realtà è che in tutta questa triste vicenda è emersa l’incapacità e il comportamento riprovevole di un certo tipo di istituzioni e anche di alcuni genitori».
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