Orgosolo scalda i motori per le elezioni comunali
La proposta dell’ex candidato sindaco, Rubanu: «Facciamo una lista unica» Sarebbe l’unica soluzione per rasserenare gli animi senza dividersi»
ORGOSOLO. Si scaldano i motori per le prossime elezioni comunali: fra qualche mezza notizia appena sussurrata e voci che trapelano, c’è anche chi propone la lista unica. L’idea è venuta ad uno degli esponenti di minoranza, candidato a sindaco per la formazione “Orgosolo cambia”. Ha fatto discutere, trovando peraltro un certo numero di riscontri positivi, la proposta lanciata da Mario Rubanu.
Direttamente dalla pagina facebook personale, il consigliere di opposizione ha voluto sondare gli animi, conducendo una sorta di piccolo sondaggio via web, circa la possibilità di trovare un accordo fra le diverse forze, giungendo alla costruzione di una Große Koalition di volenterosi. «Salvo sorprese, le prossime elezioni comunali, dovrebbero essere a inizio giugno – scrive Mario Rubanu – iniziano, perciò, i balletti, gli ammiccamenti, le indiscrezioni. Il paese attualmente è diviso come le tifoserie delle squadre. In un clima come questo, penso che la soluzione migliore per rasserenare gli animi e dare una svolta, sia quella di costituire una unica lista civica per le elezioni, cosi da poter coinvolgere veramente tutti, senza divisioni o schieramenti di sorta». Un’eventualità quella prospettata, insomma, che vorrebbe coinvolgere le cosiddette “persone valide”, espressione della società civile. Chi, per una ragione o per un’altra, preferisce non mettersi in gioco, stando in posizione defilata. Avere a che fare con un soggetto politico unitario, trasversale, dovrebbe convincere, quindi, anche i più titubanti a scendere in campo nell’interesse della propria comunità.
«In una situazione di emergenza serve l'unione di tutti – esorta l’esponente dell’opposizione – Il lavoro, una buca da chiudere, l'acqua, i rifiuti, la trasparenza non sono di destra o di sinistra, sono problemi da risolvere con il buon senso del padre di famiglia». «È un augurio per il bene del paese, sperando che si trovi un consenso unanime – conclude Mario Rubanu – E il consenso, almeno da parte di alcuni, è arrivato. C’è chi invoca nomi e volti nuovi e chi ritiene l’idea di difficile realizzazione ma comunque supporta e incoraggia l’ambiziosa impresa. Un dato, tuttavia, appare certo: le dimissioni di una maggioranza democraticamente eletta da appena sette mesi e la nomina di un commissario non lasciano indenne nessuna realtà, grande o piccola che sia. A prescindere dall’impegno e dalla bravura del dirigente scelto per ricoprire la transizione».
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