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L’Antagonista difende la scelta Cedac

L’Antagonista difende la scelta Cedac

MACOMER. Il movimento politico l’Antagonista interviene nella vicenda dello spazio teatrale allestito per garantire la continuità del cartellone Cedac in uno dei padiglioni delle ex caserme Mura con...

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MACOMER. Il movimento politico l’Antagonista interviene nella vicenda dello spazio teatrale allestito per garantire la continuità del cartellone Cedac in uno dei padiglioni delle ex caserme Mura con un articolo pubblicato sul proprio sito a firma di Alessandra Idili. Il movimento sottolinea che si tratta di una soluzione dignitosa (che può essere perfezionata) grazie alla quale è stata salvata la stagione di prosa nonostante la chiusura del teatro Costantino. «Va senz’altro sottolineato – scrive nell’articolo Alessandra Idili, che è stata consigliere comunale di minoranza, – l’impegno profuso in tal senso dall’amministrazione cittadina e in modo particolare dell’assessore Tiziana Atzori, considerati i tempi ristretti a disposizione». Alessandra Idili difende la scelta del padiglione Tamuli e non nasconde il disappunto per la «condanna senza appello» della scelta da parte di una spettatrice di Oristano che rimpiange il Costantino». «Ognuno – scrive – può manifestare liberamente il proprio pensiero, ma è ingiusto attribuire la responsabilità della chiusura del cinema all’amministrazione comunale sostenendo che “una città che vive il paradosso di avere un cineteatro chiuso mentre ospita il Circuito teatrale sardo nei locali di una ex caserma». Alessandra Idili sottolinea che la chiusura del Costantino è legata a una scelta legittima della proprietà. Parlando della soluzione che prevedeva l’abbattimento delle tasse scrive: «Impossibile da parte dell’amministrazione farsi carico delle imposte comunali, così come chiedevano i proprietari, magari con l’adozione di una modifica al regolamento per Tasi, Tari ed Imu, peraltro non richiesta neanche dalle opposizioni, soluzione che oltrettutto avrebbe creato un precedente legittimando tutti gli operatori economici in difficoltà a formulare analoga richiesta». Spiega poi che la scelta è stata fatta dal Cedac e che non è caduta su un capannone da fiera o un magazzino militare, ma su una sala espositiva che ha ospitato manifestazioni importanti. «La cultura, quella vera – conclude –, prescinde dai templi, pizzi e merletti ed è tale anche quando si fa per strada, perché ciò che conta è il contenuto. (t.g.t.)

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