La Nuova Sardegna

Nuoro

L’ultima chiamata per l’ex Idea Motore

di Stefania Vatieri
L’ultima chiamata per l’ex Idea Motore

Una cordata di imprenditori piemontesi pronta a riavviare lo stabilimento Am Italia: assunzione immediata di 25 operai

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NUORO. Una cordata di piemontesi parteciperà all’acquisto dei macchinari di Am Italia, ex Idea Motore, per riavviare la produzione di motori elettrici per lavatrici a Pratosardo. Quando ormai tutto sembrava perduto, ecco che all’improvviso spunta fuori l’ultimo appiglio per sperare nella resurrezione della fabbrica nuorese, dichiarata fallita a metà luglio dello scorso anno. Obiettivo dei manager subalpini: l’assunzione immediata di 25 ex operai, un turno di lavoro e la produzione di 1.600 motori al giorno con margini di crescita – così dicono. Tutto perfetto, se non fosse altro che all’asta del 15 marzo a Brescia parteciperà anche un secondo concorrente, interessato più che altro all’acquisto dei macchinari e men che meno al possibile futuro della fabbrica nuorese. La notizia è giunta presto alle orecchie degli ex operai, in un momento in cui oltre l’80 per cento di loro sta con l’acqua alla gola, percependo a singhiozzi qualche euro dalla mobilità in deroga, mentre sei di questi da più di due anni vivono con un reddito pari a zero, ultra cinquantenni e fuori da tutti gli ammortizzatori sociali.

«Siamo pronti a picchettare la fabbrica – spiegano Olì Pala e Simone Satgia, portavoci degli 80 ex operai di Am Italia –. Questa è davvero l’ultima speranza e siamo pronti a tutto perché si realizzi – commentano –. Facciamo un appello al presidente della Regione e a tutte le istituzioni cittadine perché si battano al nostro fianco affinché sia tutelato il diritto al lavoro. Non intendiamo far uscire i macchinari dalla fabbrica prima che sia tentata anche quest’ultima strada» intimano duramente gli ex operai. L’altro ostacolo da superare riguarda il capannone. Passato alla banca per compensazione fallimentare ed attualmente messo all’asta dal tribunale di Nuoro, al quale – fanno sapere i manager piemontesi – parteciperanno non appena verranno comunicate le date e le modalità. La travagliata storia della fabbrica nuorese di motori elettrici per lavatrici – Idea motore – inizia nel gennaio del 2001. Una Spa, società per azioni, con sede legale a Brescia e stabilimento di produzione e stoccaggio a Nuoro, nella zona industriale di Pratosardo appunto. Il sogno industriale nuorese era tutto lì, in quel capannone che aveva dato lavoro a poco meno di un centinaio di persone, l’80 per cento donne, in un territorio dove i tassi occupazionali sono tra i più bassi d’Italia e quelli femminili ridotti all’osso. Nel giro di qualche anno dai venti dipendenti iniziali a tempo indeterminato in breve tempo si arriverà a ottanta, con ritmi produttivi ai massimi livelli e tripli turni di lavoro per smaltire le numerose commesse. Fino al fallimento del 2008, anno in cui si affaccia lo spettro dello crisi. Ma a scongiurare la catastrofe fu la società bresciana Am Italia, che prese in affitto gli stabilimenti e i macchinari dell’azienda di Pratosardo, assumendo a tempo indeterminato undici lavoratori che hanno portato avanti a stenti la produzione fino a giugno scorso. Poi l’ennesimo fallimento. «Ora, le strade percorribili sono due – sottolineano gli ex lavoratori Am Italia –, una è lasciare che i macchinari vengano venduti e portati via dal capannone senza battere ciglio, l'altra invece parla di ben 80 ex operai che chiedono a gran voce che gli venga restituita la dignità attraverso il lavoro. Questo è possibile solo sostenendo questi imprenditori piemontesi che hanno tutte le intenzioni di investire nuovamente e concretamente nel territorio – aggiungono –. Venerdì 11 ci sarà l’apertura delle buste con le proposte d’acquisto, in una di queste è scritto nero su bianco l’intenzione di riavviare la fabbrica nuorese. Aspetteremo impazientemente l’esito dell’asta, siamo pronti a presidiare notte e giorno la fabbrica per non permettere che i macchinari vengano portati via».

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