Siniscola, sul baratto amministrativo è già polemica aperta
Il consigliere Satta di Zente Nova spiega perché si è astenuto «Troppo alta la soglia Isee, si rischia l’inflazione di richieste»
SINISCOLA. Il gruppo consiliare di Zente Nova interviene polemicamente dopo l’ok del consiglio sul baratto amministrativo. «Seppure l’impianto generale del regolamento risponda e recepisca gli indirizzi di legge, peraltro molto blandi – è scritto in una nota firmata da Antonio Satta – ci ha lasciato perplessi il comma 13 dell’articolo 4, dove il si prevede la cumulazione di più e diversi interventi di sostegno sociale a prescindere dal titolo che ha generato tali pendenze. Questa opzione è foriera di sperequazioni ed eventuale ingiusta redistribuzione degli aiuti pubblici. Il rischio – scrive Fadda – è che di due ipotetici cittadini, uno possa fruire di più agevolazione pubbliche, l’altro di nessuna con il risultato che a decidere su questo aspetto possa essere arbitrariamente la giunta comunale. Si tratta di una cosa aberrante e paradossale perché i regolamenti servono per regolamentare e non per andare in deroga al regolamento stesso sulla base degli umori dell'esecutivo».
Contestata anche la soglia massima per presentare domanda e accedere alle agevolazioni. Secondo Zente Nova, 8,5 mila di indicatore Isee a nostro avviso è troppo, perché coinvolge la stragrande maggioranza dei siniscolesi, creando aspettative che poi saranno insoddisfatte. I posti per accedere alle agevolazioni del barato amministrativo saranno pochi, Riducendo quindi la soglia a 3 o 4 mila euro, si sarebbe invece snellito il lavoro degli uffici e coinvolti coloro che effettivamente si trovano in condizioni di indigenza complessiva. Per questo motivo abbiamo chiesto di votare le proposte avanzate e poiché bocciate in consiglio, ci siamo astenuti perché non ci piacciono le cose fatte male. Riguardo al sorteggio degli scrutatori, sebbene lo si faccia in tutta Italia, il sindaco e la maggioranza han sostenuto che non si può fare i quanto spetta alla Commissione nominare gli scrutatori medesimi. Questo è vero – conclude Zente Noa – ma la normativa lascia mani libere rispetto si criteri da adottare per la nomina. A questo punto iscriversi all’Albo è solo una presa per i fondelli».
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