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Nuoro

Fondi Ue in arrivo per sostenere marineria e pesca

di Sergio Secci
Fondi Ue in arrivo per sostenere marineria e pesca

La Caletta, presto verrà costituita un’associazione «I contributi ci sono, ora la Regione deve fare i bandi»

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LA CALETTA. Diciotto milioni di euro a favore dei pescatori sardi. Sono i fondi raddoppiati, rispetto al passato, che l’Unione europea mette a disposizione per la politica marittima e la pesca. Via quindi ai progetti per promuovere le attività legate alla pesca, all’acquacoltura e a progetti competitivi e sostenibili. Il provvedimento è stato salutato con ovvie ripercussioni positive a La Caletta dove sono una decina le imbarcazioni che praticano la cosiddetta piccola pesca con l’utilizzo di nasse, palamiti e reti da posta. L’assessore regionale Elisabetta Falchi ha dichiarato nei giorni scorsi che i fondi saranno utilizzati con il pieno coinvolgimento delle marinerie sarde e queste parole piacciono ai pescatori baroniesi, che negli ultimi anni hanno spesso protestato per essere stati esclusi dalle decisioni con provvedimenti calati dall’alto.

«Stiamo organizzando un associazione della piccola pesca che raggruppi i lavoratori della pesca costiera locale delle marinerie del nord Sardegna – dice Francesco Loi –, ci sono adesioni da Bosa, Alghero, Porto Torres e naturalmente da La Caletta con lo scopo di riunirci per concertare le problematiche che vorremmo esporre all’assessore». Promotore di questa nuova associazione è Mauro Morlè, che sta lavorando per costituire il sodalizio che presto sarà registrato ufficialmente. «I contributi ci sono – spiega Loi –, ora l’assessorato deve però preparare i bandi specifici per poter accedere ai contributi. Il settore della pesca è in difficoltà e questi fondi europei saranno una vera boccata d’ossigeno. Chiediamo quindi all’assessore sia sollecito nel redigere i bandi – conclude il pescatore – per mettere in condizioni gli operatori delle marinerie sarde che stanno attraversando un periodo non certo felice». I problemi dei pescatori sono legati alla scarsità di risorse ittiche, ai danni causati alle reti dai delfini e ai costi sempre più proibitivi per il carburante, attrezzature e dotazioni di bordo. L’assessore Falchi ha promesso di convocare a breve le imprese sarde per bandire poi i bandi a seconda delle reali necessità del settore con ricadute reali sulla produttività. La speranza e che sia fatto tutto in tempi rapidi per dare sollievo ad un settore in grave difficoltà.

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